Lizzola/Lavorare all’attesa di giustizia

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Lizzola/Lavorare all’attesa di giustizia


Custodire l’umano/I trenta anni della Cooperativa Calimero. Quello che fa. “Opera quotidiana e feriale”

La Calimero Società Cooperativa Sociale, è una cooperativa sociale di tipo B , nata il 12 aprile del 1991 con lo scopo di realizzare l’inserimento lavorativo di utenti con problemi di integrazione sociale e per creare occupazione nelle fasce deboli.

Mette a disposizione del cliente pubblico e privato oltre vent’anni di esperienza professionale come impresa di pulizie civili e industriali; dispone di un ampio laboratorio di assemblaggio dove vengono effettuate lavorazioni per conto terzi di materiale plastico ed elettrico. Servizi integrati di manutenzione su murature, impianti elettrici e/o idraulici, verniciatura di recinzioni; imbiancatura di ambienti sono garantiti dal nuovo settore “global service”.

Dare prospettive per un futuro “normale” attraverso l’apprendimento di un’attività lavorativa è quanto si prefigge il progetto in corso di una pasticceria in carcere.

Inoltre, offre il servizio di accompagnamento aziendale tramite personale specializzato per la collocazione obbligatoria dei disabili iscritti nelle liste speciali. Il percorso di inserimento lavorativo può avvenire mediante tirocini o percorsi propedeutici al lavoro. Al termine del periodo di formazione viene verificato l’andamento del soggetto in tutte le sue fasi, per valutare la possibilità di un inserimento nel mondo del lavoro esterno o all’interno della cooperativa mediante assunzione, in questo caso la Cooperativa continua ad occuparsi del soggetto, consentendo all’utente di proseguire il suo cammino verso l’integrazione sociale risolvendo il problema occupazionale.

Uomini e donne non innocenti che fanno giustizia

Lavorare, stare ai tempi, rispettare una organizzazione, collaborare con persone che non si sono scelte è sempre un poco anche una pena. Simone Weil parlava di sventura, di faticosa necessità: ma uno sguardo di attenzione, di riconoscimento  e di apprezzamento possono rappresentarne il riscatto.

L’esperienza del lavoro con altri può rivelare il gusto di cose fatte bene, utili e gradite. Può rilevare la ricchezza di fare e stare con altri, nel rispetto e nella diversità. Si può scoprire la possibilità di essere giusti anche se non perfetti, e non innocenti. Concretamente, nella prova quotidiana della vita e dell’organizzazione, come alla cooperativa Calimero.

Uomini e donne del reato e della pena con donne e uomini impegnati nell’impresa sociale, e non innocenti, mostrano da tanti anni la possibilità di tornare a creare dopo le rotture, di vivere la fiducia dopo la spaccatura, di tessere relazioni buone dopo gli strappi. Fare la giustizia è opera di donne e uomini non innocenti, che si aspettano, che vegliano gli uni sugli altri, che cooperano, che sono esigenti anche correggendosi.

Tornare a lavorare con altri, non scelti e dai quali non si è scelti, e lavorare davvero, per produrre e assicurare servizi garantendone la qualità, è entrare nella fatica del vivere e del vivere relazioni. È anche partecipare a realizzare cose utili, e mostrare di esserne capaci. Offrendo di sé e raccogliendo  da altri un riconoscimento.

È anche vivere, sul lavoro e nella sua organizzazione, la possibilità  (sempre incompiuta) di sentire la giustizia: nelle norme, nei rapporti, negli scambi, negli incontri.

Il lavoro e la convivenza, luoghi di dignità

È importante cogliere che la vita concreta, il lavoro, la convivenza sono luoghi di dignità, di riscatto, di ricerca, e di giustizia. Fra donne e uomini non innocenti eppure di questo capaci.

Fare la giustizia è (anche) opera  quotidiana e feriale, sempre un po’ incompiuta, cura di ciò che si fa insieme. Quel fare a volte riesce a fare avvenire, cioè a fare possibile il futuro.

Il movimento non finisce lì, poi. Perché quell’avvenire deve essere reso ospitale anche per tutti quanti sono stati toccati dalla ferita. Lavoro aperto, quello alla Calimero, a questi altri passaggi. E a quelli verso una vita comune più attenta, fraterna, capace di pulire il futuro.

La cooperativa Calimero è da tanti anni una soglia sulla quale si mantiene l’attesa di una società fraterna, l’attesa di un nuovo cammino di chi ha vissuto colpa e pena, l’attesa di attenzione e nuova fiducia di chi è stato in pena perché offeso, l’attesa di incontro e di futuro da lasciare a chi nasce o torna a nascere.

 

 

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