In Santa Maria Maggiore: la lunetta del portalino nord - est
Il portale - accesso laterale da anni in disuso sul fianco nord est della Basilica - viene realizzato nel 1367 da Giovanni da Campione nel contesto di lavori per l’ammodernamento della Basilica. Lo stile esecutivo si adegua alle incombenti mode del gusto gotico esasperando girali e cuspidi; al vertice dell’ogiva è rappresentata la Crocifissione; ai lati Maria e Giovanni, dolenti; al cento - in grande evidenza - un teschio.

Nella lunetta viene inserita una pietra molto più antica di ignota provenienza dove, con forme sobrie e tozze, è scolpita una scena di teatro.

La pietra “errante” racconta una storia
Un cortinaggio scorre ad anelli su un bastone; è aperto sull’alcova della camera da letto. Si vede il lettone su alta pedana, il materasso, la coperta trapuntata e il lenzuolo con balza ben ripiegata. Nel letto è coricata la puerpera assistita da due donne: una a mani giunte, l’altra con corsetto chiuso da fila di bottoni. Ai piedi del letto altre due donne fanno il bagno nella tinozza alla neonata, paffuta, a mani giunte, con proporzioni fuori scala: è più grande delle ancelle.
Alle estremità dell’alcova due porte - chiodate, con chiavistello - sono socchiuse: due uomini sbirciano.
La scena rappresenta la nascita di Maria e i nomi dei personaggi e dei comprimari sono incisi ai bordi della lunetta: ad assistere Anna al parto sono accorse la mamma Susanna e la cugina Elisabetta; le ancelle sono Santa Lucia e Santa Monica; gli esclusi sono Gioacchino e Simeone.
Con una disinvolta sceneggiatura dei fatti evangelici, l’anonimo scalpellino medievale fissa in un interno l’affaccendarsi di un fantastico parentado femminile intorno a Maria Nascente.
In San Michele al pozzo bianco
Nel 1524, dopo quattrocento anni, un altro racconto per la Natività di Maria.
Il ricco Consorzio della Vergine commissiona a Lorenzo Lotto la decorazione pittorica della Cappella della Madonna nella chiesa del Pozzo Bianco in Porta Dipinta.
Lotto affrescherà, con altissima qualità pittorica, solo la parte alta della cappella - volte e lunette - impaginando le storie della “Vita di Maria” in sequenza, proponendovi nuovi significati.

Al centro della cappella - ben visibile già all’ingresso della chiesa - anche Lotto dipinge l’interno della camera nuziale di una casa borghese con dettagli lirici: la vecchia nutrice che arrotola fasce, l’anta aperta alla luce nel vibrare di colori e penombra.
Maria Bambina - protagonista della storia - è rappresentata in modo problematico al punto di aver per secoli disorientato interpretazioni critiche e iconologiche: non è presentata alla madre, non è cullata né allattata, manca soprattutto l’episodio del bagno.

Maria, stretta nelle fasce, sostenuta da due ancelle, guarda in alto con occhi rapiti; il suo volto è strano, insolito, da capire: Lorenzo Lotto non lascia mai niente al caso.
Proposte per un dogma in immagini di quotidianità
Con la sua pittura Lotto prende precisa posizione nel dibattito in tema di “Immacolata Concezione” e illustra astratte teorie dottrinali e laceranti dibattiti teologici con immagini di vita domestica e feriale.
Il bagno, metafora battesimale, non si addice a Maria concepita senza colpa originale. La Bambina guarda protesa in alto verso il Padre, e il Dio Padre - presente nella cupola colto tra il caos primordiale nel gesto “cosmogonico” della volontà creatrice - guarda Maria.
L’incrociarsi degli sguardi esprime la relazione privilegiata che si compirà nel “gratia plena” e “fiat” dell’Annunciazione.
Maria è nella mente di Dio già all’origine dell’universo.

Un teschio per capire
Anche nel portalino trecentesco di Santa Maria Maggiore, i temi narrativi alludono a riferimenti teologici: predestinazione, alleanza, compimento di promessa.

Il teschio scolpito in evidenza sopra la scena del parto e sotto la croce di Cristo è di Adamo - nei trattati agiografici dell’epoca si riteneva che il Golgota della crocifissione fosse il luogo della tomba di Adamo - e sulla sua tomba definitivamente si compirà la promessa adombrata da Dio al serpente nel momento della “caduta”: “…donna…e la sua stirpe …questa ti schiaccerà la testa…”. (Genesi 3,15)
Con la Donna appena nata inizia il compimento del progetto promesso: sarà lei a generare il nuovo Adamo per la nuova, eterna alleanza.
Sia nel portalino che nella cappella, artista e teologo hanno lavorato in stretta intesa.