L’ovile protegge. Ma serve solo per i tempi di emergenza. Il pastore conduce fuori le sue pecore. Molta gente chiede una Chiesa ovile che protegge e difende.
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10, 1-10)
Il pastore che unisce
È interessante notare che l’ovile serve alle pecore solo nei tempi morti, la notte soprattutto. Quando sorge il giorno l’ovile non serve più perché arriva il pastore, il quale fa uscire le pecore e le conduce al pascolo. Dunque nell’ovile le pecore sono costrette a stare insieme a causa dell’emergenza e tenute insieme dal recinto dell’ovile. Quando arriva il pastore, invece, è lui che unisce le pecore con la sua voce. L’unità si fa attorno a lui e le pecore possono usufruirne dappertutto, fuori dal recinto, ovunque si trovi il pastore. Non solo Gesù riunisce il gregge con la sua voce ma è anche la porta dell’ovile: dunque punto di passaggio per arrivare a Dio, per entrare, da chiamati e non da ladri, nella casa del Signore.
La Chiesa ovile
Sono immagini suggestive, queste. Oggi molti di noi vedono la Chiesa come l’istituzione che dà sicurezza, che protegge. E proprio perché deve proteggere e dare sicurezza la Chiesa non deve cambiare. Molti credenti e anche molti non credenti criticano la Chiesa non perché non cambia ma perché cambia troppo. Invece di dare certezze la Chiesa le toglie. Invece di chiudersi e di chiudere i suoi adepti in un recinto sicuro, li porta all’aperto, li “conduce fuori”.
Molta gente si affida alla Chiesa perché le educa i figli, perché porta voti, perché celebra funerali e matrimoni… Usano la Chiesa per sé, invece di viverla come proposta bella per tutti.
Il vangelo di oggi è in controtendenza: il pastore ci chiama fuori, se vogliamo stare con lui dobbiamo uscire, con coraggio, senza reticenze e senza esitazioni.