Gesù e i suoi alla porta di casa

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Gesù e i suoi alla porta di casa

Spunti di riflessione sul vangelo di domenica 3 febbraio,
quinta dell’anno – “B”. Il vangelo è Marco 1, 2.
Per leggere i testi liturgici clicca qui

Casa e Chiesa

Gesù è in casa, con i suoi. Lì ha guarito la suocera di Pietro. Ma, forse perché la gente ha saputo del miracolo, molti vengono alla porta della casa e chiedono di essere guariti. Dunque, buona parte dell’attività di Gesù in questo brano avviene sulla porta di casa (Tutta la città era riunita davanti alla porta, dice Marco). 

Una Chiesa che tenesse per sé il Signore, tradirebbe quello che il Signore stesso le chiede: andare a cercare chi non cerca

Bella immagine di una Chiesa servizievole: i discepoli stanno in casa con il loro Signore, ma la porta è aperta e gli uomini possono venire, essere ascoltati, guariti… Gesù, in fondo, sta nella casa di Pietro, non per chiudersi dentro, ma per avere un tetto sotto cui accogliere tutti. 

Non avrebbe senso che la Chiesa annunciasse la bella notizia, celebrasse e perfino guarisse per averne lei i vantaggi. Ha senso, invece, che la Chiesa faccia tutto quello che il suo Signore le chiede solo perché gli uomini incontrino Lui. Una Chiesa che tenesse per sé il Signore, tradirebbe quello che il Signore stesso le chiede: accogliere chi arriva, andare a cercare chi non cerca, parlare a tutti del Risorto… Per questo, anche la suocera di Pietro, che pure è stata guarita dentro la casa, appena guarita, mette la sua salute al servizio degli altri: ed ella li serviva.

Mani

Le mani. Dentro la casa, Gesù prende per mano la suocera di Pietro e la rimette in piedi, guarita. 

Gesù usa spesso le mani. Accarezza, abbraccia, prende per mano, impone le mani, tocca i malati… Non solo, ma si fa toccare: Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho” (Lc 24, 39). È il buon samaritano che, dopo essersi commosso nel vedere il malcapitato ai bordi della strada, si ferma, fascia le ferite, versa vino e olio, ci carica sulla sua cavalcatura… 

Le mani sono il punto di passaggio della misericordia “cordiale” dell’uomo che ama

Viene in mente quella visione di base del corpo umano che la bibbia propone spesso. Al centro dell’uomo sta il cuore, dal quale partono le grandi decisioni. La bocca enuncia ciò che il cuore ha deciso, l’orecchio ascolta ciò che la bocca ha enunciato, le mani “danno corpo” alle parole dette e ascoltate e i piedi attribuiscono una specie di ubiquità alle mani e alla loro azione. Le mani, dunque, sono il punto di passaggio della misericordia “cordiale” dell’uomo che ama. E’ il calore che passa dal corpo che ama al corpo amato. Che meraviglia un Dio delle mani!…

Il che ci ricorda che dobbiamo, noi stessi, essere come lui e vivere a nostra volta la vicinanza agli altri, la vicinanza fisica, la compassionevole carità, il sensibile calore delle mani.

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