A Bologna muore Fakir, mentre è nelle mani della polizia. Da noi, ad Albino, il presidente del Consiglio comunale commenta: “Uno di meno”. Strano modo di affrontare un grave problema sociale e strano modo di fare politica.
Si parla di Fakir, il 42enne morto a Bologna, mentre era fermato dalla polizia. Il commento “uno in meno” nasce a casa nostra: l’ha scritto su Facebook Davide Zanga, presidente del Consiglio Comunale di Albino. Per orientarci: Davide Zanga è vicino a Fratelli d’Italia. Molti i commenti al commento di Zanga. I partiti di sinistra ne hanno chiesto le dimissioni. Il giornale locale che dà la notizia con più rilievo è l’edizione di Bergamo del Corriere della Sera.
Il fatto e i commenti sono, nel loro piccolo, un esempio da manuale di come va, non sempre, ma spesso, la politica. Notevole, soprattutto, la risposta dello stesso Zanga alle critiche che gli sono piovute addosso. Assicura di non essere razzista, dice che la sua frase era semplicemente provocatoria, denuncia la strumentalizzazione di cui è vittima. E aggiunge: “Rassegnerò le mie dimissioni quando Lepore rassegnerà le sue da sindaco”. Dunque, Zanga consigliere di Albino si dimetterà quando Lepore si sarà dimesso da sindaco di Bologna. Di conseguenza, Zanga ritiene di non essere colpevole perché ritiene che è colpevole Lepore. Un po’ strano questo modo di ragionare: sono innocente perché qualcun altro è colpevole come me. Invece di dire: mi dimetto perché, caso mai, voglio essere meglio di Lepore, non mi dimetto perché ho il diritto di essere come lui. E questo diritto mi rende innocente.
Anche il sindaco di Albino, Daniele Esposito, della Lega è stato chiamato in causa. Ma si è velocemente tirato fuori dalla causa: “Quelle di Zanga, ha affermato, sono dichiarazioni personali, fatte al di fuori del Consiglio comunale o dall’esercizio delle sue funzioni istituzionali”. E cioè: non mi importa che ci siano fascisti o razzisti nel mio Consiglio, l’importante è che affermino il loro razzismo o il loro fascismo al di fuori dell’aula consiliare.
Nelle dichiarazioni di Davide Zanga e di Daniele Esposito c’è un evidente filo rosso: le responsabilità pesano e il modo migliore per evitare il peso è negare le responsabilità. Solo che la politica è, precisamente, assumersi responsabilità: chiedo un voto perché voglio fare il consigliere, l’assessore, l’onorevole, il ministro. Un politico che non si assume le responsabilità di quello che fa e di quello che dice è un responsabile irresponsabile.
Che poi si risponda che ad Albino non sempre si fa e non sempre si dice così, ci va bene. Ma bisognerebbe essere coerente.
Che poi si risponda che alla fine fanno tutti così (Ma, poi, è proprio vero che fanno tutti così?) è un ricadere nel circolo vizioso. Mi sento innocente perché tutti sono colpevoli.
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Roncelli
2 commenti
Ma come si fa a definire “singolare”una simile frase?La definisca col suo nome “Frase razzista,xenofoba pronunciata da un povero ignorante che sicuramemte si definisce cristiano e va in chiesa.Ignoranti e razzisti sono anche coloro che l’hanno eletto.
Fa pena che un comune sia amministrato da gente simile.
Vivo a Milano. Me ne sono andata dalla Val Seriana 50 anni fa,mai scelta è stata più felice e azzeccata per me.
Nel 2019 la politica penale del governo Lega-5Stelle concepiva il populismo penale.
No alla razionalità che viene sostituita dall’emotività delle vittime dei reati.
La collera al posto della dignità umana.
Il delinquente un nemico da eliminare.
Pene sempre più aspre e reati nuovi
Il carcere e solo il carcere al fine di garantire al massimo la sicurezza collettiva
Il governo Meloni ha inasprito tale programma facendo un falò della cultura moderna,da Beccaria alla nostra Costituzione e alla Carta europea dei diritti umani.