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Strada facendo

L’asino prende a pedate il leone morente. I guai di Sarkozy in carcere

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Nicolas Sarkozy, l'ex-presidente francese si trova in carcere, accusato di irregolarità nella gestione dei fondi per una campagna elettorale del 2007. In prigione viene minacciato dai detenuti. Viene in mente un'antica favola che racconta di un asino che fa il forte di fronte al leone diventato debole...

 

 

L'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, sta scontando cinque anni di reclusione per finanziamento elettorale illecito. Recentemente, detenuti hanno pubblicato video sui social media in cui minacciano Sarkozy, suscitando preoccupazioni per la sua sicurezza. La procura di Parigi sta indagando sulla questione. Fonte: Euronews.

Sarkozy è - anche - uomo di cultura. I giornali hanno riferito che si è portato appresso, in carcere, due libri: “Il conte di Montecristo” di Dumas e “Jésus” di Jean-Christian Petitfils (per la cronaca, tradotto anche in Italiano: “Gesù”, edizioni san Paolo, 2013). Da uomo di cultura, oltre che di politica, e francese in aggiunta, conosce certamente la favola di La Fontaine che, in qualche modo, lo tocca. Il grande scrittore del ‘600 francese, ritoccando con la consueta eleganza una favola di Fredo, racconta.

Il leone, terrore delle foreste,
Carico di anni e pieno di rimpianti per la sua antica vigoria,
Venne alla fine attaccato dai suoi stessi sudditi,
            Diventati forti a causa della sua debolezza.
Il cavallo, fattosi vicino, gli rifila un colpo di piede,
Il lupo un colpo di dente, il bue un colpo di corno.
Lo sventurato leone, languente, triste e incupito,
Riesce a malapena a ruggire, ridotto a mal partito dall’età.
Attende il proprio destino, senza emettere lamenti,
Quando, alla vista dell’asino che si affretta anche lui verso la sua tana:
“Ah, questo è troppo, gli disse: volevo proprio morire
Ma subire i tuoi attacchi è morire due volte” (Le favole, libro III, favola XIV).

I potenti - i grandi politici, per esempio - dominano i deboli, loro sudditi. Ai deboli, e ai più deboli - sono in carcere infatti - non sembra vero di poter fare i forti minacciando l’antico potente diventato debole come loro. Il tenace sogno dell’uomo non è condividere la propria fragilità con gli altri, ma illudersi di essere forte, dominandoli.

Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, direbbe Qoelet.

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