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In morte di Pippo Baudo

 

La morte di personaggi famosi genera grande attenzione da parte dei media e anche la scomparsa di Pippo Baudo non ha fatto eccezione

 

 

Nella attuale società dominata dalla comunicazione di massa, ogni evento significativo “deve” essere vissuto anche per il tramite dei media, i quali si fanno anche carico di gestire, orientare ed elaborare l’inevitabile ondata emozionale che la scomparsa di una persona nota al grande pubblico necessariamente genera.

In questo senso mi ha colpito che i funerali di Pippo Baudo, celebrati il 20 agosto a Militello dal vescovo di Caltagirone (la città di don Luigi Sturzo), siano stati seguiti in diretta televisiva da oltre due milioni e duecentomila persone.

L’omelia

L’omelia è stata pronunciata non dal vescovo ma, come mi è parso più corretto, da don Giulio Albanese, padre spirituale del defunto: un’omelia molto misurata, certamente scritta nella consapevolezza dell’eco mediatico che ne avrebbe ricevuto.

Il tema escatologico non è mancato, anzi ha fatto da preciso contesto in cui iscrivere la vicenda del noto presentatore di cui è stato tracciato un alto profilo, mettendo ovviamente in risalto i lati più positivi: la generosità, l’umanità, la disponibilità verso molti, il deciso sostegno alla legalità, la grande professionalità, nonché, infine, la matura, convinta decisione di accostarsi ai sacramenti negli ultimi giorni di vita.

Le "fragilità" e il rischio del panegirico

Per la verità, e anche in questo si è vista quanto misurata sia stata l’omelia, non è mancato un velato accenno alle “fragilità” dell’uomo: del resto essendo un personaggio pubblico, ben note a tutti sono le vicende personali, anche quelle che non paiono esattamente in linea con il messaggio cristiano.

Non sta a noi giudicare la vita e le azioni di un uomo, men che meno davanti alla sua morte: mi chiedo tuttavia se un tale panegirico - seppure pronunciato in una circostanza ufficiale come questa che richiede sicuramente non solo molto tatto e sensibilità ma anche diplomazia - non rischi di santificare il personaggio (azione a cui peraltro si è dedicato senza risparmio di energia il circo mediatico).

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