I nuovi parlamentari europei. Alcune spiegabili stranezze

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I nuovi parlamentari europei. Alcune spiegabili stranezze

Ilaria Salis contribuisce alla crisi della politica.
Cecilia Strada se si fosse chiamata Cecilia Bianchi non l’avrebbe votata nessuno.
E a proposito del successo della Meloni. Grandioso e inutile

Sbircio su nomi, interviste, dichiarazioni, commenti su quanto è avvenuto in questi giorni. Ho incominciato a cercare i nomi degli eletti e ho reagito a quello che leggevo. Una specie di commento ai commenti, del tutto privato, detto sottovoce. 

Il successo di Ilaria Salis è l’insuccesso della politica

Ilaria Salis è eletta per la lista di Verdi e Sinistra. Si sta elevando un coro di lodi e soddisfazione per il risultato. Il padre della Salis ha pianto. Salis viene mandata in Europa. Ma che cosa sa Salis di Europa? Non si sa. D’altra parte, Ilaria Salis è stata scelta non perché vantasse una qualche competenza, ma perché prigioniera del sistema giudiziario e delle galere ungheresi che, lo abbiamo visto tutti, non sono un albergo cinque stelle. La sua candidatura è servita per aggirare quel sistema.

Solo che, da un punto di vista strettamente morale, appare tutto un po’ strano. Una stranezza che si può riassumere così: Salis non ha servito la politica ma la politica è servita a Salis. Il successo di Salis, in altre parole, è l’insuccesso della politica. E’ da prevedere, quindi, che l’elezione di Ilaria Salis al Parlamento europea contribuisca alla crisi della politica e delle elezioni. In un futuro non lontanissimo non è da escludere, infatti, che gli elettori, se non ci sarà un altro caso Salis da risolvere votando, decidano, semplicemente, di non votare. I grandi e gloriosi militanti, Fratoianni e Bonelli, finiranno per passare alla storia per aver contribuito a far diminuire i militanti.

Cecilia Strada trionfa perché figlia di

Cecilia Strada passa, nella circoscrizione al Nord Ovest. Cecilia è la figlia di Gino Strada, fondatore di Emergency. Raccoglie 235.000 voti e supera nettamente il secondo arrivato, il sindaco uscente di Bergamo Giorgio Gori. Viene spontanea la reazione a pelle che mi fa pensare che essere figli di un grande non significa automaticamente essere grandi come lui. In effetti se Cecilia Strada si fosse chiamata, che so, Cecilia Bianchi non l’avrebbe votata nessuno.

Anche qui, un meccanismo simile a quello che ha portato al Parlamento Ilaria Salis: non ci sono competenze e meriti politici, ma una situazione, per Ilaria Salis, o un cognome famoso, per Cecilia Strada. Il suo merito è di essere figlia di. Un mio amico, poi, mi ha raccontato di aver deciso di non votare Cecilia Strada dopo aver partecipato a un incontro pubblico in cui lei parlava. In quell’intervento l’amico ha trovato urtante la propensione della Strada a parlare continuamente di sé: “io, io, io”, “ho fatto, ho detto…”. Forse perché sa di non avere meriti specifici in rapporto all’Europa, Cecilia Strada ha sentito come suo dovere di enfatizzare gli altri meriti, tutti gli altri meriti, piccoli o grandi che siano. 

Giorgia Meloni e il successo snobbato. Marco Tarquinio e il successo mancato

Giorgia Meloni, come era facile pronosticare, è la primatista assoluta di consensi personali: raggiunge 2 milioni e mezzo di preferenze (nella circoscrizione del Nord Ovest ha ottenuto 582.565 voti, 379.253 nella sola Lombardia), essendosi schierata come capolista in tutte e cinque le circoscrizioni.

Che strano: un grande successo che non serve. Ancora una volta, l’Europa è la grande assente. Gli elettori mandano la premier in Europa, ma lei non ci va. 

Marco Tarquinio, già direttore di Avvenire, acceso pacifista e critico circa i diritti per gli omosessuali non ce la fatta. Ha cercato una certa diretta coerenza fra le sue convinzioni di credente e la politica. E questa coerenza non l’ha premiato. L’opinione pubblica non è spontaneamente credente in politica. 

Solo in politica e solo per Tarquinio? Un po’ di inevitabile mestizia. 

P.S. Le ultime notizie di oggi, 11 giugno, dicono che forse Marco Tarquinio ce l’ha fatta. Per il rotto della cuffia, ma ce l’ha fatta. Da precisare la notizia di cui sopra, quindi. Anche se le sensazioni di fronte alla notizia restano, sostanzialmente, immutate.

3 Comments

  1. Roberto Cremaschi ha detto:

    Caro don Alberto, sono davvero stupito del tuo commento su Cecilia Strada. Evidentemente non la conosci. E non sai che da tutta la vita si occupa di soccorso d’emergenza, da volontaria, da professionista, da dirigente politica. Negli ultimi anni ha fondato ResQ, people saving people, che vede anche a Bergamo un “equipaggio di terra”. Ha idee chiare e coerenti. A differenza di quanto sostieni, ha competenze e meriti specifici proprio riguardo all’Europa (ben più di Gori, direi,e comunque almeno pari a chi si candida per la prima volta). Il suo caso non ha nulla a che fare con quello di Ilaria Salis, su cui concordo con te.
    Con Cecilia, invece, abbiamo mandato al Parlamento europeo una donna che sa occuparsi di pace, di migrazioni, di diritti. (NOn so dove il tuo amico l’ha ascoltata: io l’ho seguita negli eventi a Bergamo e mi ha colpito la sua modestia e il suo richiamare sempre al “noi”…) Saluti

  2. GIOVANNI COLOMBI ha detto:

    E che dire degli effettivi voti ricevuti da quei partiti che cantano TWNUTA e/o VITTORIA? Ecco i dati attuali rapportati agli esiti di settembre 2022. Voti, non percentuali:
    FRATELLI D’ITALIA 6.691.205 nel 2024 mentre nel 2022 erano 7. 301.303 quindi – 610.098
    P. DEMOCRATICO 6.050.351 mentre nel 2022 erano 5.348.676 quindi + 711.675
    LEGA 2.093.156 mentre erano 2.470.318 quindi – 377.162
    FORZA ITALIA aveva 2.279.266 ed ora 2.237.837 quindi – 41.429
    Forse non tutti tengono né hanno migliorato….. SOLO GLI ASTENUTI….

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