Le campane hanno suonato, ieri sera, in molte diocesi italiane. A Bergamo l'ordine era "no"
A Bergamo: non si deve suonare. Ma qualcuno suona lo stesso
Mi scrive un’amica che vive in un grosso comune della bergamasca. Ha appena chiesto al suo parroco di aderire all’iniziativa promossa da Pax Christi per chiedere di rompere il silenzio su quanto sta avvenendo a Gaza facendo suonare le campane alle 22.00 di domenica 27 luglio. La risposta è stata: “Il vicario episcopale al quale ho appena chiesto ha detto che è sconsigliato per la provenienza e l’impostazione dell’iniziativa. Le diocesi non hanno aderito.”
Con mia moglie Renata torno ora da Piazza della Libertà, a Bergamo, dove tantissime persone si sono recate con i più diversi (e impensabili) strumenti per dire il loro no al dramma della Striscia. Una cacofonia di suoni e rumori che urlano la necessità di non rimanere indifferenti. Mentre giungo a casa, mi arrivano video dall’abbazia di Fontanella, da Bonate Sopra, da San Fermo in Bergamo. Campane spiegate per dire l’abbraccio delle comunità agli abitanti di Gaza.
A Torino, ad Assisi si suona
Facendo una velocissima (e incompleta) ricerca su internet ho trovato questo.
“A nome di mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, vi invito a far suonare le campane domenica 27 luglio alle ore 22 come segno di solidarietà e per non rimanere muti di fronte alla tragedia della guerra a Gaza, dove continuano a morire per fame e sotto le bombe numerose vittime innocenti. Come Chiesa locale di Pinerolo non possiamo rimanere inerti di fronte a questo dramma disumano, che è “una follia e una sconfitta” per tutta l’umanità. Continuiamo, inoltre, in ogni celebrazione eucaristica a pregare per il dono della pace e perché cessi la guerra a Gaza, in Ucraina e in tutto il mondo”.
Anche come comunità cristiana di Assisi, riecheggiando l’appello di papa Leone, aderiamo all’iniziativa di sensibilizzazione per Gaza indetta per questa sera, facendo risuonare le campane delle chiese della città e della diocesi, per dire a quanti ne hanno responsabilità: è ora di salvare Gaza, quanto rimane di essa, i suoi bambini, le sue case, i suoi luoghi di culto, i suoi spazi di vita. E’ ora di restituire dignità e speranza a un popolo ridotto al sangue, alla fame, alla morte. Sappiamo bene che questa prolungata ostilità da parte dell’esercito israeliano non nasce dal nulla. Sappiamo che viene da lontano, da una storia complessa di responsabilità che non stanno da una parte sola, e che ha avuto come fattore scatenante l’orribile attacco di Hamas nei confronti di Israele del 7 ottobre 2023. Noi che ad Assisi ci sentiamo, sulle orme di San Francesco “fratello universale”, amici di israeliani e palestinesi, e comunque vicini ai fratelli ebrei anche per quanto la città, guidata dal vescovo Nicolini, fece per loro negli anni bui della Shoah, supplichiamo il governo Netaniahu di fermare immediatamente questo massacro, come supplichiamo Hamas di liberare immediatamente i restanti ostaggi israeliani. Lo sguardo si apre naturalmente al mondo e a tutte le altre guerre, più o meno note alle cronache, ma tutte inaccettabili. E più ancora che suono di campane, si fa preghiera: Dio abbia misericordia, e sia pace per tutti!
+ Domenico Sorrentino,
vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno
Si suona anche a Firenze
Questa sera alle 22 a Firenze suonerà anche il campanone della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e suoneranno le campane di molte chiese della diocesi per chiedere la fine del conflitto a Gaza, per una “pace disarmata e disarmante”. Un segno, si spiega dalla Curia fiorentina, “per far sentire la voce delle comunità cristiane che incessantemente pregano e invocano il Signore perché cessi il rumore delle armi”.
Anche la Diocesi di Vallo della Lucania aderisce all’iniziativa di solidarietà nei confronti della popolazione di Gaza. Il Vescovo Mons. Vincenzo Calvosa ha invitato i parroci a suonare le campane di tutte le Chiese alle 22, come segno di solidarietà e per non rimanere muti di fronte alla tragedia della guerra a Gaza, dove continuano a morire per fame e sotto le bombe numerose vittime innocenti.
In questo tempo segnato da una drammatica sofferenza per la popolazione civile di Gaza, S.E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, insieme al movimento Pax Christi, invita tutte le comunità parrocchiali, i fedeli e le persone di buona volontà ad aderire all’iniziativa “L’ultimo giorno di Gaza”, promossa da un gruppo di attivisti italiani per rompere il silenzio sul massacro in atto.
Accogliendo l’appello di Pax Christi Italia il Vescovo invita i sacerdoti della diocesi a far suonare a distesa le campane delle chiese questa sera alle ore 22.00, come segno di preghiera e di vicinanza al popolo martoriato di Gaza. Un appello alla coscienza, alla solidarietà, alla responsabilità. “Non resteremo in silenzio, mentre la gente di Gaza viene sterminata”.
In accordo con altri vescovi italiani, il vescovo monsignor Mario Toso invita a un gesto concreto per la pace in Palestina. Domani alle 22 anche a Faenza e nelle parrocchie della Diocesi suoneranno le campane di molte chiese per chiedere la fine del conflitto a Gaza. Il Vescovo insieme ad altri presuli, ha aderito a questa iniziativa e ci sollecita a far sentire la voce delle comunità cristiane che chiedono la pace. Chiediamo al Signore dii essere costanti e convinti nella preghiera, nell’azione formativa e nell’impegno concreto, per costruire istituzioni di Pace
Ad Agrigento, Napoli e da tante altre parti
Per oggi, domenica 27 luglio, l’Arcivescovo di Agrigento, Mons. Alessandro Damiano, invita tutta la comunità ecclesiale a intensificare la preghiera per la pace, aderendo all’iniziativa promossa dal movimento cattolico Pax Christi, con l’obiettivo di rompere il silenzio sul dramma che sta colpendo Gaza. In particolare, l’Arcivescovo chiede che durante la celebrazione della Santa Messa vengano inserite intenzioni specifiche nella Preghiera dei fedeli per invocare il dono della pace. Inoltre, alle ore 22.00, le campane delle chiese della diocesi suoneranno per esprimere vicinanza e partecipazione alla sofferenza di chi è colpito dalla guerra. Un gesto semplice ma significativo, per manifestare che la Chiesa non è indifferente al dolore e al grido di chi è provato da conflitti e violenze. Tutti i fedeli sono invitati a unirsi spiritualmente a questo momento di preghiera e testimonianza.
Domenica 27 luglio alle ore 22, tutte le chiese della Diocesi di Ferrara sono invitate a suonare le campane per chiedere la fine del conflitto a Gaza.
L’Arcivescovo Gian Carlo Perego esorta a far risuonare forte la voce delle comunità cristiane che invocano la pace: “A Gaza, come ha ricordato Papa Leone XIV, assistiamo a una barbarie che non risparmia nessuno: bambini, anziani, famiglie, e devasta case, ospedali, scuole, chiese. Insieme gridiamo il nostro basta a questa violenza cieca, che non rispetta neppure le regole della guerra e colpisce senza distinzione. Suoniamo le nostre campane per la pace.” A Ferrara, davanti alla Cattedrale, saranno i Campanari Ferraresi a dare voce al campanile della Chiesa Madre, utilizzando il castello delle campane, vista l’impossibilità di accedere al campanile della Cattedrale per i lavori in corso. Facciamoci sentire. Suoniamo le campane. Gridiamo Pace!
Don Mimmo Battaglia invita la Chiesa di Napoli ad aderire all'iniziativa di Pax Christi per Gaza : le campane delle nostre chiese suoneranno alle 22 del 27 luglio
Questa sera, domenica 27 luglio, alle ore 22, le campane di tutte le parrocchie della Diocesi del Piceno suoneranno a distesa. Un gesto simbolico, ma fortemente evocativo, voluto dal Vescovo Gianpiero Palmieri per esprimere la solidarietà della comunità ascolana nei confronti della popolazione civile della Striscia di Gaza, stremata da mesi di bombardamenti, fame e sofferenza. “Come comunità del Piceno, non possiamo restare indifferenti di fronte a questa tragedia disumana” – ha dichiarato il Vescovo – ribadendo l’urgenza di non chiudere gli occhi davanti a un dramma che interpella profondamente le coscienze. L’iniziativa si inserisce nel contesto della campagna “Gaza muore di fame, disertiamo l’indifferenza”, promossa da Pax Christi e sostenuta dal presidente della Commissione CEI per il dialogo interreligioso, Mons. Derio Olivero. Un appello a non voltarsi dall’altra parte, a non lasciarsi sopraffare dalla rassegnazione o dalla distrazione, ma a trasformare anche il suono delle campane in un grido collettivo contro la guerra. Il gesto della diocesi ascolana si fa eco della lettera congiunta firmata dal Cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, e da Daniele De Paz, presidente della Comunità Ebraica di Bologna. Una dichiarazione che unisce voci cristiane ed ebraiche in una denuncia chiara della violenza e nella richiesta corale: “Fermi tutti. Tacciano le armi. Si torni alla via del dialogo”. Questa sera, dunque, il suono delle campane sarà un richiamo alla coscienza di tutti. Un invito a riscoprire l’umanità e a ricordare che la pace, per quanto difficile, è sempre possibile.
Domenica alle 22, le campane delle chiese forlivesi suoneranno per la cessazione delle ostilità in Medio Oriente. Il vescovo di Forlì-Bertinoro, attraverso un messaggio letto nelle messe di domenica, ha invitato a “suonare le campane per la fine del conflitto a Gaza”. Inoltre, monsignor Livio Corazza incoraggia i fedeli a “continuare a pregare per la pace e far udire la voce delle comunità cristiane che chiedono con forza una pace vera e duratura” unendosi all’appello di papa Leone XIV: “A Gaza, stiamo assistendo a una "barbarie" che non risparmia le persone - bambini, anziani, famiglie - e i luoghi di vita - case, ospedali, scuole, chiese. Insieme gridiamo basta a questa barbarie, che non rispetta neppure le regole della guerra, ma uccide tutti indistintamente. Suoniamo le nostre campane per la pace”.
Il vescovo di Manfredonia Franco Moscone, in collaborazione con Pax Christi, lancia un appello accorato a fedeli e a tutti coloro che condividono un profondo senso di giustizia: rompere il silenzio assordante che avvolge la tragedia umanitaria in corso.
L’azione proposta non è una mera manifestazione, ma un atto di resilienza simbolico, un tentativo di creare un ponte sonoro che unisca il Mediterraneo con la terra martoriata di Gaza. Le campane delle chiese, strumenti secolari portatori di gioia e lutto, si uniranno al lamento delle sirene – ambulanze, imbarcazioni, fabbriche – creando una sinfonia disarmante, un’eco di dolore che si propaga attraverso le città e i social media.
L’obiettivo è duplice: in primis, offrire un segno tangibile di solidarietà alla popolazione gazzawi, dimostrando che, nonostante la distanza geografica e le barriere politiche, la loro voce non è spenta. È un atto di speranza, un messaggio che comunica la volontà di non abbandonarli all’oblio e alla disperazione. In secondo luogo, è un monito rivolto ai centri di potere occidentali, un invito a spezzare il muro del silenzio e dell’indifferenza che consente la prosecuzione di una situazione inaccettabile. La denuncia è esplicita: l’uso della fame come arma di guerra, una pratica barbara e disumana che colpisce i più vulnerabili, i bambini, gli anziani, i malati.
L’accusa di complicità nei confronti dei governi occidentali è grave e richiede una profonda riflessione sulla responsabilità internazionale di fronte a un genocidio che si consuma sotto gli occhi del mondo. La data cruciale è domenica 27 luglio, alle ore 22:00.
Il Vescovo della nostra Diocesi di Teano – Calvi, Alife – Caiazzo e Sessa Aurunca, Giacomo Cirulli, ci invita ad unirci all’iniziativa che in queste ore sta coinvolgendo molte Diocesi italiane di far risuonare le campane delle nostre chiese domenica 27 luglio alle 22.00 come segno che rompe il silenzio sui fatti tragici che coinvolgono la popolazione di Gaza. L’idea, partita dall’Arcidiocesi di Bologna e da Pax Christi, ha prontamente trovato la solidarietà di Pastori e sacerdoti dell’intero Paese, uniti dal comune desiderio di affiancare alla preghiera un segno che arrivi a tutti e ci unisca nel comune desiderio di pace e dignità per un popolo ferito. È auspicabile informare dell’iniziativa i fedeli che domani parteciperanno alle Messe.