Il tiramolla per la pace tra USA e Iran continua. Sembrava vicina la firma di una tregua, ma la firma non è arrivata. Sono arrivati, invece, i bombardamenti USA nel Sud dell'Iran. Israele, intanto, intensifica gli attacchi in Libano oltre la «linea gialla». Altrettanto significativo lo stallo senza spiragli nella guerra tra Ucraina e Russia, con le drammatiche botta e risposta degli ultimi giorni.
Tutte e due le guerre sembrano ribadire una verità evidente, al limite del banale: che la guerra fatica a finire e che la pace resta molto difficile.
Non solo, ma le due situazioni non lasciano prevedere un futuro diverso. Forse arriverà la pace, ma molti temono che, in qualche modo, la guerra continuerà anche in regime di pace. E’ difficile immaginare che Russia e Ucraina arrivino a una situazione di rispetto e di collaborazione. Molti osservatori pensano che la situazione possa diventare cronica: forse non si sparerà più ma non si riuscirà neppure a fare la pace. Lo stesso, e a maggior ragione, in Medio Oriente: come immaginare pace e prosperità con quello che è successo a Gaza, con quello che sta succedendo in Cisgiordania, con le prepotenze dei coloni e dei ministri, quelle di cui abbiamo avuto una indecorosa messinscena nei giorni scorsi? Al massimo non ci si ammazzerà più ma non si arriverà mai a costruire insieme un futuro decente.
Intanto dobbiamo notare che la guerra è spesso l’esasperazione di uno squilibrio: una potenza diventa prepotenza e opprime un altro popolo, un’altra comunità. La guerra in Ucraina e quella in Medio Oriente rientrano in pieno di questa tipologia. La Russia ha invaso l’Ucraina e Israele ha aggredito palestinesi e libanesi. Eventuali trattati potranno far finire la guerra, ma sarà molto difficile che possano cancellare lo squilibrio che l’hanno provocata. Proprio per questo ci sarà guerra anche quando ci sarà pace.
Si cita sempre la frase famosa del generale prussiano Carl von Clausewitz: “La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi”. La situazione di oggi e il futuro così difficile da immaginare ci autorizzano, forse, a rovesciare la frase di von Clausewitz. “La politica (e la trattativa politica) non è che la continuazione della guerra con altri mezzi”. Con altri mezzi, in altri modi, in altre situazioni. Ma sempre di guerra, di fatto, si tratta.
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Pizzolato