Socrate e Gesù stanno alle radici della cultura occidentale, Budda e Confucio di quella orientale. Sono i quattro "uomini normativi" di cui parlava il filosofo Jaspers. Sono schemi che tornano tra l'Occidente di Trump e dell'Europa e l'Oriente di Modi e di Xi Jinping
L'Occidente non ancora morto e l'Oriente non ancora nato
Modi e Xi Jinping, si sono trovati alla Tianjin Guest House. Durante l’incontro il presidente cinese ha detto che Cina e India devono “essere amici e partner per il successo reciproco, e realizzare una danza del drago e dell'elefante".
In Cina il drago “è un simbolo potente e positivo di fortuna, potere, forza e armonia”. In india l’elefante “è un simbolo di saggezza, forza, fortuna e protezione”.
Il fatto che il presidente cinese si sia rivolto a una simbologia molto antica ha forse giustificato alcuni commenti che, da Occidente, si sono fatti. Si è detto che il mondo sta andando a Oriente e l’Occidente sta “onorando” – si fa per dire – l’etimo del suo nome: “tramonto”, “occaso”. O, se si preferisce, l’Occidente come “terra del tramonto", per ricordare “Il tramonto dell'Occidente” di Oswald Spengler, che “descrive la crisi e il declino della civiltà occidentale, con un processo ciclico paragonabile al tramonto del sole. Il concetto è stato ripreso da filosofi come Nietzsche e Heidegger”…
Ho cercato, nel mio piccolo, di “umanizzare” questi grandi schemi riferendomi a figure di uomini decisivi, significativi che segnano sia l’Occidente che l’Oriente. Mi sono ricordato che Karl Jaspers parla, più precisamente, di uomini “normativi”. Secondo il filosofo sono quattro: Buddha (563 – 483 a. C., circa), Confucio (551-479 a. C.), Socrate (470-399 a. C.), Gesù (4 a. C. circa – 70 d. C.). Due sono occidentali, Socrate e Gesù, e due orientali, Budda e Confucio. Budda e Confucio sono i più antichi, Socrate e soprattutto Gesù sono i più recenti.
L'Occidente vittima delle sue stesse conquiste
Ora il gioco – e le paure attuali – tra Oriente e Occidente giustificano, forse, il riferimento ai quattro grandi uomini normativi della storia umana. Forse è possibile pensare che l’Occidente ha ampiamente assimilato le grandi intuizioni della cultura greco-cristiana. L’idea di persona, il concetto della dignità dell’uomo, la libertà… La libertà soprattutto segna la nostra cultura. Ma, insieme, mentre la sta segnando, la sta anche sgretolando.
L’Occidente è un mondo che, enfatizzando all’estremo le proprie libertà, ha finito per essere diviso, non solo fra Nord America e Europa, ma dentro la stessa Europa. L’unità europea, in effetti, appare sempre più un sogno di anime belle, di fronte ai colossali problemi che segnano le diverse culture europee, i diversi sistemi politici, le diverse tradizioni sociali. L’Europa, lontana erede di Socrate e di Gesù, dà l’impressione di una “missione compiuta”, l’impressione di aver esaurito il suo compito ma di non riuscire più ad andare oltre, prigioniera delle sue stesse conquiste. Un mix inquietante di concluso e di inconcluso.
L'Oriente lontano dalle sue radici
E allora, di fronte al sogno impossibile di un’Europa unita, si pensa a un ritorno a Oriente, a un “ritorno alle radici”, in qualche modo, al mondo di Budda e Confucio. Ma quale è la fisionomia di questo mondo a Oriente? Ci si presentano, subito e a prima vista, i contrasti fra India e Cina che Xi Jinping ha cercato di tacitare appellandosi ai simboli antichi del drago e dell’elefante. Il mondo Orientale è più lontano dalle sue radici di quanto non lo sia il mondo occidentale dalle sue. E quindi ancora più difficile da “tracciare” e da capire.
Insomma, si è in bilico tra un Occidente che non è ancora morto e un Oriente non è ancora nato. Tutti e due questi mondi dispongono, a monte, di antichissime e nobilissime tradizioni culturali, che faticano a creare, a valle e oggi, strutture politiche e relazioni costruttive al loro interno e con l’”altro” mondo.
P. S. Rileggo le mie variazioni. Sono preso da un acuto senso di smarrimento. Tutto può essere vero e tutto può essere falso. Vuoi vedere che il brancolare dei due mondi va di pari passo con il brancolare di chi ci abita? E si brancola cercando di comprendere il brancolamento generale? E tu “hypocrite lecteur mon semblable mon frère” (lettore ipocrita, mio simile, mio fratello), per dirla con Baudelaire, cerca, almeno tu, di non brancolare.