Il povero consigliere Francesco Saverio Garofani è finito nel tritacarne mediatico, e non solo, per via di certe inopportune affermazioni, asseritamente attribuitegli da un noto quotidiano in un articolo apparso il 18 novembre, suscitando un bel polverone
Non è mia intenzione commentare né il contenuto delle presunte dichiarazioni di Garofani né le reazioni a catena che si sono generate, lambendo persino la più alta e stimata carica dello Stato: mi pare che del tema si sia già scritto e detto più che a sufficienza.
Mi ha invece colpito la dichiarazione dell’interessato il quale, in una intervista, ha precisato che quanto da lui stesso proferito durante la fatidica cena non era altro che «una chiacchierata in libertà tra amici».
Begli amici, dico io! (a proposito: il virgolettato non mio ma del Corriere della Sera).
Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io
Ecco allora che giunge a proposito un noto proverbio popolare che ci raccomanda di essere molto cauti con gli amici, perché con le persone che consideriamo amici e da cui non ci aspettiamo che ci possano fare del male, quelle di cui più ci fidiamo intendo, noi siamo più vulnerabili, abbassiamo le difese: li facciamo entrare in casa nostra e non solo in senso materiale ma anche figurato.
È da loro che ci può arrivare la ferita più profonda, proprio perché hanno approfittato della nostra amicizia, ci hanno ingannato. Già i latini, del resto, ammonivano «ab inimicis possum mihi ipsi cavere, ab amicis vero non».
Per contro, dai nemici, da cui ci si può aspettare del male, stiamo in guardia, prendiamo le nostre precauzioni, alziamo il livello di difesa.
Ecco, quindi, che per gli amici, proprio per la insidiosità che presenta il rapporto e i pericoli a cui ci espone, il proverbio consiglia di affidarsi a Dio, quasi che senza un intervento soprannaturale rischiamo di non farcela, mentre per quanto riguarda i nemici ce la si può ben cavare da soli.
«Uno di voi mi tradirà»
Del resto, è il Vangelo stesso a mostrarci come il traditore per antonomasia sia proprio un amico e Gesù nella drammatica sera del Giovedì Santo predice «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà» (Gv 13,21).
Proprio uno di voi, uno della ristretta cerchia degli apostoli, uno con cui Egli ha condiviso tutto se stesso, donandogli poco dopo il suo corpo e il suo sangue.
L’amico dello sposo
Il Vangelo, peraltro, in altro contesto ci rimanda ad un modello altissimo di amicizia e lo fa riferendosi ad una situazione profondamente umana.
Giovanni il Battista, con grande umiltà ma allo stesso tempo con autentico servizio alla verità, si paragona all’amico dello sposo a colui «che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo» (Gv 3.29).
Come non rimanere affascinati da tale immagine!
Un ricordo personale
Ad ottobre si è sposato mio figlio Gian Marco e confesso che ho provato una profonda emozione nel vedere, dopo la cerimonia, i suoi più intimi amici -tra cui Ludovico il testimone, amici che conosco da quando ragazzini giravano per casa con lo zainetto della scuola sulle spalle o la maglietta di calcio- abbracciarlo raggianti, strizzandolo come un limone!