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Collaborazione, informazione e disastro Gaza

soldier in war scene

Crisi internazionali e informazione. Quella invasiva e quella buona

Le crisi internazionali sempre più diffuse e gravi, arrivano attraverso i mezzi di comunicazione nelle nostre abitazioni in maniera pervasiva e nel contempo disordinata e incompleta.

I social network, i siti dei quotidiani più  diffusi, le trasmissioni televisive di approfondimento, introducono a raffica notizie problematiche e urgenze che dopo poco vengono scalzate da altre, altrettanto gravi e che non lasciano indifferenti.

In un quadro di questo tipo di molto aiuto sono alcuni strumenti e riferimenti, come ad esempio l’analisi settimanale dell’Ispi e il riferimento oltre che ad alcuni corrispondenti di grande professionalità (per citarne solo alcuni Nello Scavo, Francesca Mannocchi, Francesco Valesini, Cecilia Sala, Fulio Scaglione, Domenico Quirico, la bravissima Lucia Goracci e molti altri) anche  a quotidiani e settimanali stranieri (da El pais, Le Monde, Hareetz, NYT e The Lancet…) , che molto spesso in modo approfondito affrontano le diverse tematiche  con lunghi articoli circostanziati e con la citazione delle fonti.

Il tema vitale della collaborazione

A livello italiano, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, tramite il Consiglio nazionale di cooperazione e sviluppo del quale sono componente, ha da poco approvato il Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo, previsto dall’art. 12 comma 2 della legge 125/2014 , che con circa 90 pagine di descrizione puntuale delle azioni, si rivolge all’intero sistema della cooperazione italiana allo sviluppo, nelle sue componenti pubbliche e private.

Approvato dal CICS il Documento Triennale di Programmazione e Indirizzo 2024-2026


Molto interessante la complessità delle  programmazioni, che riuniscono e richiamano le competenze di molti Ministeri, di enti come Cassa depositi e prestiti, Sace, di enti di ricerca come il Ciheam di Bari, del ruolo fondamentale delle c.d. organizzazioni della società civile (OSC) come Focsiv, Cesci, Coopi, Slow Food, del settore privato con Confindustria e la rete di ICE e moltissimi altri partner che rappresentano il Sistema Italia.

Credo sia molto importante conoscere questo documento, cui rimando per il contenuto nel dettaglio,  in quanto rappresenta l’insieme delle azioni e attività previste politicamente dalla cooperazione italiana nei prossimi anni e dove in molti punti viene richiamato il c.d. Piano Mattei per l’Africa.

Le aree del pianeta in cui la programmazione avrà luogo

Mi pare importante tuttavia porre l’attenzione su alcuni punti.

La cooperazione allo sviluppo, opererà, nel triennio 2024-26, in sette aree che – per legami storici, relazioni bilaterali consolidate, ragioni di stabilità e sicurezza internazionale – rivestono particolare rilevanza per l’Italia: l’Africa, l’Europa orientale, i Balcani, il Medio Oriente, l’Asia, l’America latina e i SIDS (Small Island Developing States).

Nel dettaglio i Paesi sono i seguenti:

AFRICA Egitto, Libia, Tunisia Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Uganda, Burkina Faso, Ciad, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Mali, Mauritania, Niger, Repubblica del Congo, Senegal Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia

EUROPA ORIENTALE Armenia, Moldova, Ucraina

BALCANI OCCIDENTALI Albania

MEDIO ORIENTE Giordania, Iraq, Libano, Palestina, Siria

ASIA Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan

AMERICA LATINA E CARAIBI Colombia, Cuba, El Salvador

Gaza. Aiuti e rischi

In questo momento storico vorrei mettere l’accento sul c.d. Food For Gaza e sulle ultime evoluzioni del medesimo.

Questo progetto, lanciato dal Ministro Tajani un anno fa ha portato all’invio di sostegni alimentari nella Striscia e in diverse occasioni al trasporto in Italia di bambini feriti da Gaza con le loro famiglie, accolti nei migliori ospedali pediatrici nazionali.

https://it.wfp.org/storie/food-gaza-uniniziativa-umanitaria-italiana

Il completo blocco dell’ingresso degli aiuti imposto per mesi dal governo di Israele ha generato la grave situazione umanitaria, di carestia che, secondo i dati di Unicef di questi giorni, colpiscono oltre 12.000 bambini della Striscia manlnutriti.

Il Governo italiano, come molti altri Paesi in primis Giordania e Spagna, sta procedendo a paracadutare cibo sulla Striscia, con operazioni molto pericolose per i gazawi, che purtroppo in situazioni analoghe nei giorni scorsi hanno perso la vita schiacciati dal carico proveniente dal cielo, nel tentativo di accaparrarsi qualche cosa da mangiare.

Inoltre verrà ripreso il trasporto in Italia di bambini feriti, anche in collaborazione con la Custodia di Terrasanta.

Nuova fase di “Food for Gaza”, lanci umanitari italiani su Gaza

La situazione umanitaria disastrosa

AICS ha diramato una dichiarazione congiunta molto importante, perché segna un passaggio politco molto importante per l’Italia: il riconoscimento della situazione umanitaria disastrosa e la richiesta che siano le organizzazioni umanitarie internazionali a gestire gli aiuti e la richiesta di un cessate il fuoco immediato.

Dichiarazione congiunta su Gaza e l’annunciato piano del Gabinetto di Sicurezza israeliano

Dentro Israele la polarizzazione delle posizioni politiche e della cittadinanza è enorme, strette tra l’estrema destra al governo, la cittadinanza che scende in piazza con un probabile e auspicato sciopero generale, i parenti degli ostaggi, le comunità ortodosse a loro volte divise in più fazioni, gli arabi israeliani  che non possono esprimersi con libertà, una massiccia emigrazione da Israele verso altri paesi.

 https://www.terrasanta.net/2024/08/gli-yordim-israeliani-che-scelgono-lemigrazione/

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