Search on this blog

Strada facendo

Adolescenti suicidi

A teenage woman with a tablet on the stairs of a university in a university campus

 

Paolo Mendico, ragazzo di 14 anni, di Latina, si è ucciso perché bullizzato dai compagni. Il suicidio del ragazzo ha fatto partire una vasta discussione sul fenomeno dei suicidi di giovani, e di adolescenti in particolare. Abbiamo saputo che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 14 e i 25 anni (la prima sono gli incidenti stradali)

 

L'adolescente solo in una società che fatica a immaginare il futuro

Provocazione drammatica, il suicidio di un adolescente. Gli adulti, di solito, parlano dell’adolescente come di un problema che si fatica a risolvere. Infatti. Un adolescente non è più un bambino che l’adulto ama coccolare e non è ancora un adulto con il quale poter parlare “alla pari”. E’ lì, a metà strada, tra il non più e il non ancora. Per questo un adolescente sente molto l’amicizia dei coetanei, perché sono come lui e con lui possono condividere tutto. Di conseguenza, diventa particolarmente pericoloso quando anche i coetanei lo rifiutano e lo bullizzano, come nel caso di Latina.

 Mi pare che, a monte, esiste anche qui un problema più ampio. La società di questi anni è piuttosto spaventata da guerre e violenze e fatica a immaginare un futuro. Per cui tende a conservare quello che c’è più che a inventare quello che non c’è. Le forze conservatrici prevalgono e non solo in politica. Ora, un adolescente deve guardare avanti: lo chiede il suo stato anagrafico. Ma gli adulti guardano indietro. E quindi, anche per questo, l’adolescente si sente solo.

Solo anche di fronte alla Chiesa delle tonache e dei pizzi

E’ solo, molto spesso, anche nella Chiesa. Diversi preti giovani (non tutti, certo) amano le belle tonache dei vecchi parroci, i vecchi pizzi nascosti nei cassetti delle sagrestie, la vecchia liturgia che l’incauta riforma del Concilio ha spazzato via. Un prete giovane, spesso, ama pensare ed essere un prete di altri tempi. Quindi un adolescente che si mette in rapporto con lui è invitato a cullarsi nella nostalgia di una Chiesa d’antan. Anche la Chiesa, questa Chiesa, invita un adolescente non a entrare nel mondo, ma a uscirne.

Si fatica a immaginare che tutto questo aiuti un adolescente a crescere. E si fatica a immaginare come tutto questi aiuti un adolescente a superare le sue solitudini e le sue paure di fronte al futuro. E forse si capisce anche che, in qualche caso, la voglia del gesto estremo possa lentamente maturare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *