Ancora un naufragio alla Vigilia di Natale. Senza l’annuncio pubblico di Alarm Phone, probabilmente non ne avremmo avuto notizia. L’ennesima strage di 116 migranti (un solo superstite è stato soccorso da pescatori tunisini) va ad unirsi all’impressionante numero di circa 1700 vite finite in fondo al Mediterraneo nell’anno appena trascorso
Ho tentato più volte di rendere visiva l’immagine di una barca che si capovolge davanti alla violenza del mare, artisticamente parlando. Ma sono riuscito soltanto a disegnare frammenti, prime impressioni a distanza, immaginando il terrore negli occhi di una umanità dolente che ha visto ogni speranza di miglioramento spegnersi tra le acque in tempesta. Sono riuscito solo a disegnare lo sdegno del mare, in assenza dello sdegno di noi benpensanti che tra le luci e i regali di Natale facciamo finta di niente e ci giriamo dall’altra parte.

Voglio solo evocare, brevemente, il prima, il dopo e la prospettiva futura di una sciagura che accompagna l’umanità da troppo tempo.
Prima
- Watch The Med Alarm Phone è un organismo privato creato nel 2014 da reti di attivisti della società civile in Europa e Nord Africa. Consiste nell’offrire una più ampia visibilità all’SOS dei migranti in difficoltà. Un organismo di volontari che fa arrossire di vergogna le nostre e le altre Guardie Costiere foraggiate dai governi. Alarm Phone ha affermato di aver ripetutamente tentato di contattare l’imbarcazione senza risposta. “Abbiamo contattato immediatamente la Guardia Costiera italiana. Hanno affermato di aver ricevuto la nostra a -mail, ma hanno immediatamente interrotto la chiamata senza fornire ulteriori informazioni o rassicurazioni. Silenzio anche dalla Guardia Costiera libica”.
- Il governo italiano ha appena pochi giorni fa rinnovato il protocollo d’intesa con la Libia, senza alcuna modifica rispetto all’esistente che porta da data del 2 febbraio 2017. Pagando profumatamente il governo libico, si stabilisce che i migranti clandestini che attraversano la Libia per recarsi in Europa via mare, debbano essere soccorsi dalla guardia costiera (che è formata da milizie locali che sono direttamente colluse coi trafficanti di uomini). “L’Italia e l’Europa assumono come guardiani le stesse persone che ricattano, affamano, torturano, stuprano e vendono come schiavi i migranti, guadagnandoci sopra” (Il Post, settembre 2017). Il torturatore Almasri, arrestato a Torino, è stato accompagnato a Tripoli dai servizi segreti italiani con volo di stato.
Oggi
- Ocean Wiking, Sos Mediterranee e altre navi di soccorso sono costantemente boicottate da noti e autorevoli esponenti della compagine ministeriale italiana, fino al punto da essere costrette a fermarsi in prossimità di un salvataggio, sotto la minaccia di attacchi armati.
- Nessuno più parla di aprire le frontiere. Ogni patto governativo sui migranti non sembra vincolante per ciascun paese europeo. E l’Europa tace colpevolmente. Si preferisce invocare il riarmo e stanziare cifre incredibili per le armi. La famigerata Bossi-Fini, all’origine di tanti disastri, sembra non essere più messa in discussione, nemmeno dalle flebili opposizioni al governo attuale. Si riconosce che la legge attuale in tema di migrazione sia un fallimento ma nessuna forza politica è in grado di formulare proposte di cancellazione o revisione. Una delle disposizioni più controverse è quella favorevole al respingimento in mare. Le barriere emotive, le paure indotte, l’apparente benessere carico di egoismo, fanno in modo che i migranti non siano più considerati esseri umani ma solo disturbatori galleggianti sulle onde da tener lontani dalle coste.
- In Italia abbiamo una legge che considera reato abbandonare i cani per strada ma non quello di abbandonare uomini, donne e bambini tra le onde alte di un Mediterraneo ostile.

