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L’Iran, l’artista, la protesta. In ricordo di Marjane Satrapi (1969-2026)

persepoli Medio Oriente antico

Marjane Satrapi ha ottenuto il premio della Giuria al Festival di Cannes. Il titolo del film richiama l’antichissima storia dell’Iran ma denuncia con forza i drammi di oggi. L’artista è scomparsa recentemente, all’età di 56 anni

 

 

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“Dedicato a tutti gli iraniani"

Persepolis, film d’animazione del 2007 di Marjane Satrapi, iraniana, è considerato una pietra miliare nella storia di quello che, un tempo, si chiamava “fumetto” e che ora si chiama più correttamente “graphic novel”. La serie grafica dell’artista iraniana è diventata, dopo la pubblicazione, un film d’animazione proiettato al festival di Cannes a cui è stato assegnato il Premio della giuria. Già nel titolo si riconosceva il riferimento all’antica città storica di Persepoli nell’Impero persiano, annientato da Alessandro Magno nel 330 d.C.: un chiaro riferimento al passato e alla realtà contemporanea dell’Iran, paese islamico ancor oggi martoriato e pieno di contraddizioni.

Nel suo discorso sul palco dei premiati, Marjane ha detto: “Nonostante questo film abbia la pretesa dell’internazionalità, voglio dedicare questo premio a tutti gli iraniani”.

Gli intellettuali di quel tempo hanno capito immediatamente la portata del messaggio; il pubblico ha premiato non solo il fumetto “Persepolis” ma anche le successive pubblicazioni dell’artista nel corso di questi venti anni.

 

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Le speranze di cambiamento del popolo iraniano, dopo la caduta dello Scià, furono infrante quando presero il potere i fondamentalisti islamici. La storia autobiografica di quella ragazza di nove anni si concludeva con Marjane ormai ventiduenne costretta ad espatriare.

Il film che tanta parte ha avuto nel segnalare al mondo la presenza opprimente di una dittatura religiosa, non si discosta dalla realtà attuale.

La recente scomparsa a 56 anni dell’artista franco-iraniana, ha fatto il giro del mondo e i familiari hanno parlato di un suo dolore mai superato dopo la morte prematura del marito Mattias, produttore, attore e sceneggiatore.

Storia personale-universale, disegni essenziali in bianco e nero

Tra le pieghe della testimonianza artistica di Marjane Satrapi si possono leggere almeno due tratti caratteristici. Il primo: Marjane ha saputo trasformare la sua vicenda personale in una storia universale immediatamente comprensibile ieri e oggi. Il secondo: lo stile asciutto dei suoi disegni rigorosamente in bianco e nero, ha accentuato l’essenzialità della comunicazione immediata attraverso uno stile asciutto, rigoroso e nello stesso tempo ironico e drammatico, privo di orpelli descrittivi e incentrato sull’espressività di un volto nelle sue sfaccettature più espressive.

 

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Le sue ultime parole, riportate dalla stampa francese, così commentavano la realtà attuale in Iran: “Il nemico della democrazia non è una sola persona, ma la cultura patriarcale. Come in famiglia, dove il padre decide e ha l’ultima parola, così un dittatore è il padre della nazione. Se abbiamo più donne istruite, avremo anche società più istruite”.

L’anno scorso Marjane Satrapi ha rifiutato la Legione d’Onore a causa dell’atteggiamento ipocrita della Francia nei rapporti con l’Iran.

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