Le molte varianti di legge elettorale del passato e l’ultima, proposta dal governo attuale, che i giornalisti hanno chiamato con un nome ostrogoto, lo “Stabilicum”. Il nome suscita pochi entusiasmi. Ne suscita pochissimi il contenuto della proposta
Il Mattarellum, il Porcellum, l’Italicum, il Rosatellum. La strana storia
La funzione di un sistema elettorale è quella di trasformare i voti dei cittadini in seggi parlamentari e i seggi in governo/opposizione. Fino all’entrata in vigore del nuovo sistema elettorale nel 1993, gli elettori potevano scegliere personalmente fino a tre candidati della lista proposta dai partiti.
Il Mattarellum, in vigore dal 1993 al 2005, introduceva un meccanismo misto: tre quarti dei seggi erano assegnati con un sistema maggioritario nei collegi uninominali a turno unico – gli elettori sceglievano direttamente il candidato - mentre il restante quarto veniva distribuito proporzionalmente e indicato dai partiti. Il governo scaturiva direttamente dalle urne, senza l’intermediazione dei partiti. Si configurava così uno schema bipolare. Era la regola nel panorama delle democrazie liberali. L’anomalia stava, però, alle spalle. Il bipolarismo politico si sovraccaricò subito di ideologia da guerra fredda – che era finita da poco! - con intenzioni evidenti di delegittimazione reciproca. Incominciò Berlusconi, che annunciò la propria “discesa in campo” come la lotta contro il comunismo. Alle trombe del Cavaliere le sinistre risposero con le campane dell’antifascismo perenne, accusando Berlusconi di essere più adiacente al fascismo che alla democrazia liberale. Questo in un memorabile 25 aprile del 1994, giusto un mese dopo la vittoria elettorale di Berlusconi.
Nel 2005 il centro-destra approvò un nuovo sistema elettorale che Roberto Calderoli denominerà “Porcellum”. “La porcata” consisteva nel levare di torno definitivamente gli elettori, che non potevano scegliere più nessuno. I partiti presentano la lista, è eletto chi viene per primo secondo l’ordine sovranamente stabilito dai partiti stessi. Le sinistre? Protestarono, per dovere d’ufficio. Andava benissimo anche a loro. Nel Gennaio del 2014 la Corte costituzionale decise, dopo ben nove anni di letargo, che il Porcellum era parzialmente incostituzionale.
Nel 2015 fu varato l’Italicum, ma solo per eleggere i Deputati, non i Senatori. I capilista erano scelti dai partiti, i candidati sottostanti potevano essere oggetto di preferenza degli elettori. Se una lista superava il 40% dei voti, otteneva automaticamente 340 seggi su 630 (circa il 54). Se nessuna lista raggiungeva il 40%, era previsto un ballottaggio nazionale tra le due liste più votate. Nel 2017 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il ballottaggio, eliminandolo.
Nel 2017 subentra, dunque, il Rosatellum. Un terzo dei seggi (37%) è assegnato nel collegio unico uninominale, i due terzi con il sistema proporzionale (61%), il 2% eletto all’Estero. Gli elettori tornano a contare almeno per il 37%.
Ora arriva lo Stabilicum: la proposta di una nuova legge elettorale
Il 26 febbraio 2026 è la maggioranza ha proposto lo Stabilicum.Necessaria un’avvertenza: non si tratta del “flupentixolo dicloridato”, che è un anti-psicotico appartenente alla classe dei tioxanteni, di cui forse cominciano ad aver bisogno gli elettori.
Esso abolisce i Collegi uninominali e quindi l’elezione diretta da parte degli elettori. Si votano solo i simboli di lista, come da Porcellum, sulla quale non è scritto il nome del candidato premier. Avrebbe suscitato le invidie dei partner di Giorgia Meloni, mentre creerà tensioni tra i leader dell’opposizione.
Se una coalizione ottiene almeno il 40% dei voti validi, alla Camera le vengono assegnati 70 seggi aggiuntivi, al Senato 35. Se nessuna coalizione raggiunge il 40%, è previsto un ballottaggio tra le due coalizioni che ottengano almeno il 35% dei voti. Sia alla Camera che al Senato, il premio non può superare il 15% dei seggi.
Conclusione? Il premio di maggioranza garantisce la governabilità e la stabilità. Il che è bene! Ma gli elettori stanno fuori. La democrazia è diventata una democratura dei partiti, gli elettori sono stati rimessi alla porta. Come disse Togliatti: “i partiti sono la democrazia che si organizza”. Ma ora si sta esagerando! Il cosiddetto “Campo largo” si oppone allo Stabilicum, ma non su questo punto. Anche per Schlein e Conte gli elettori non ci devono mettere naso più di tanto. L’astensionismo continuerà a crescere.