Si parla spesso di “apostoli” e di “discepoli” quando si pensa al seguito di Gesù. Ma il mondo che gira attorno a lui è molto variegato. Ci sono persone che cercano di essere guarite, altre che la guarigione l’hanno già avuta, c’è gente curiosa, ci sono aderenti a vario livello. Ci sono anche degli approfittatori. C’è di tutto insomma. Gli stessi discepoli non sono sempre dei santi: hanno le loro ambizioni e ci litigano, e, in aggiunta, hanno le loro debolezze. Chiedere a Pietro, per informazioni. Immaginare quel mondo in termini di assoluta purezza non è fargli onore. Al contrario.
Qualche commentatore ha messo in paragone quel mondo con il tempio di Gerusalemme, che Gesù e i suoi amici conoscevano molto bene. Nel tempio c’era l’atrio dei Gentili, area esterna alla quale potevano accedere anche i non ebrei, poi il primo cortile interno, l’atrio delle Donne, accessibile agli ebrei, uomini e donne, con le sue tredici casse per le offerte, poi l’Atrio di Israele dove potevano entrare solo uomini ritualmente puri, poi l’atrio dei sacerdoti, con il grande altare degli olocausti, riservato ai soli sacerdoti, poi il Santuario vero e proprio con il Santo e il Santo dei Santi nel quale poteva entrare, una sola volta all’anno, il sommo sacerdote.
Il santuario era per tutti, dunque, ma non per tutti allo stesso modo. E’ un’immagine che diventa suggestiva se la si applica anche alla Chiesa. Perché anche con la Chiesa molti hanno rapporti ma non tutti i rapporti sono uguali. Si passa dal centro impegnato nella liturgia, nella catechesi, nella preghiera, alle attività per giovani e ragazzi, alle istituzioni caritative e assistenziali, alle attività economiche… Attraverso queste attività molta gente entra in rapporto con la Chiesa, ma in maniere molto diverse.
Nei termini suggeriti dall’immagine del tempio di Gerusalemme si potrebbe dire che anche la Chiesa, possiede molti atri che permettono a lei di entrare un po’ nel “mondo” e al “mondo” di entrare un po’ nella Chiesa. Bella situazione di una reciproca permeabilità. Poi può succedere che uno degli atri non faccia più passare la gente da dentro a fuori, da fuori a dentro: in quel caso l’atrio diventa un mondo a sé invece di essere il tramite fra due mondi diversi. Potrebbe anche succedere che gli atri sostituiscano la Chiesa e la Chiesa elimini gli atri. Nel primo caso la Chiesa smarrisce il suo cuore, nel secondo caso non riesce a continuare a essere Chiesa anche dopo che si è usciti e a incominciare a esserlo prima di essere entrati.
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Todaro