Itinerari affascinanti, paesaggi, straordinari monumenti di arte, memorie storiche… E’ la Alpe Adria da Salisburgo a Grado, nel Friuli-Venezia Giulia. Poi c’è la Via degli Dei, da Bologna a Firenze. Questa è “accompagnata” anche da una preziosa App
“Il percorso del piacere per eccellenza"
In un articolo sui migliori cammini lunghi d’Europa da percorrere in estate, pubblicato recentemente dal quotidiano britannico Guardian, c’è al primo posto l’Italia con l’Alpe Adria. Il servizio passa in rassegna sei rotte pensate per chi ama camminare o pedalare anche col caldo: la traversata svizzera tra Jungfrau, Mönch ed Eiger nell’Oberland bernese, il cammino costiero portoghese e spagnolo che da Porto conduce a Santiago de Compostela, il Lechweg austro-tedesco lungo uno degli ultimi fiumi selvaggi d’Europa, la Beara Way nel sud-ovest irlandese e il Kuststigen, la rete di sentieri costieri della Svezia occidentale.
Tra tutte queste proposte, però, è l’Alpe Adria a guadagnarsi l’appellativo più ambizioso: “The ultimate pleasure trail”, il percorso del piacere per eccellenza. Attraversare le Alpi sulle due ruote non è un’impresa per soli atleti e impallinati di ciclismo, ma un viaggio alla portata di tutti: la Ciclovia Alpe Adria parte da Salisburgo, splendida città barocca della musica in Austria, e conduce fino a Grado, in Friuli-Venezia Giulia, attraversando montagne, percorrendo valli e costeggiando torrenti. Un percorso lungo 410 chilometri da percorrere in otto tappe, con un dislivello totale in salita di 2089 metri.
Il tracciato è significativo della sterminata serie di itinerari nati sulla scorta e a lato dei cammini spirituali illustrati finora. Sono itinerari che hanno una “dominante” paesaggistica, storica, culturale. Molti percorsi nascono in aree naturali o in parchi, costeggiano fiumi e laghi, toccano borghi di montagna isolati, attraversano zone in cui si ritrovano tracce di memoria di eventi storici, dalla prima alla seconda guerra mondiale, compresa la Resistenza; da tracce di lavoro minerario, agricolo, industriale ad antichi manufatti ferroviari (sedime, viadotti, gallerie … ). Oltre che naturalmente edifici quali mura, torri, castelli, chiese e palazzi e opere d’arte conservate in musei o in sedi pubbliche o private.
L’Alpe Adria passa ad esempio da Aquileia, dove i mosaici della basilica patriarcale, primo sito Unesco del Friuli-Venezia Giulia riconosciuto nel 1998, custodiscono anche un pezzo di storia nazionale: qui una madre triestina che aveva perso un figlio in guerra scelse, tra le tante salme senza nome, quella del Milite Ignoto.
La Via degli Dei, da Bologna a Firenze
Il più celebre di questi percorsi italiani, che ha avuto un vero boom di frequentazione dopo la pandemia, è senz’altro la Via degli Dei, anche grazie alla sua brevità (4-6 tappe) e alla facilità di avvicinamento: parte da Bologna ed arriva a Firenze, centri ben collegati alle ferrovie.
Il percorso, lungo 130 km, prende il nome dalle denominazioni antiche di alcuni dei monti che incontra: Monte Adone, Monzuno - Mons Iovis, monte di Giove, Monte Venere, Monte Luario, Lua era la dea romana dell'espiazione. Bologna, con i suoi 40 chilometri di portici, è il punto di partenza dell'itinerario. Firenze, patrimonio mondiale dell'Unesco, città del Rinascimento, l’arrivo.
Tra l'Emilia e la Toscana si trovano le montagne dell'Appennino, che nascondono luoghi da scoprire. Solo per citarne alcuni: la riserva naturale del Contrafforte Pliocenico, la "Flaminia militare", il castello del Trebbio, il santuario di Monte Senario, dove i monaci offrono agli escursionisti il liquore "Gemma di abeto”. La Via degli Dei è anche una via storica, percorsa fin dall'antichità da Etruschi e Romani e utilizzata da mercanti e viaggiatori per tutto il Medioevo. Il tracciato ricalca in buona parte quello della Via Flaminia Militare, strada romana del 187 a. C. riscoperta una cinquantina di anni fa. Tuttavia, l'Appennino tosco-emiliano ha vissuto anche momenti tragici, come la Seconda Guerra Mondiale; infatti, il percorso incontra molti luoghi attraversati dalla Linea Gotica. Al Passo della Futa è emozionante la visita al Cimitero Militare Germanico, che ospita con pietà le salme di oltre 30.000 giovani venuti in Italia da nemici. Il trekking ha favorito la rinascita dei piccoli centri dell'Appennino e ha creato nuove opportunità di lavoro legate al turismo.
Una App per la Via degli Dei
Per testimoniare come l’evoluzione tecnologica muti profondamente la pratica del cammino, va segnalato che la Via degli Dei è stato il primo itinerario in Italia ad avere una App interattiva con dei portali sul territorio e presso le strutture ricettive aderenti al progetto.
L'app ufficiale della Via, Walk Plus, accompagna il camminatore sul percorso e fornendo approfondimenti su luoghi di interesse, punti cui prestare attenzione, distanze e strutture ricettive sulla Via. Sul cammino e nelle strutture si trovano delle "mattonelle" in ceramica che raccontano ai camminatori ma anche agli escursionisti tutto quello che c'è da sapere sulla Via degli Dei semplicemente posizionando il proprio smartphone su questi portali dotati di un piccolissimo circuito elettrico. L'app permette anche al camminatore di inviare segnalazioni ai gestori del cammino, un modo innovativo e prezioso per scambiarsi informazioni e segnalare problemi con riferimenti gps precisi.
Inoltre, l’itinerario è il primo al mondo ad aver ottenuto la certificazione internazionale GSTC, garanzia di sostenibilità e responsabilità sociale in ambito turistico. Anche questo un segnale di attualità: l’impatto del cammino non è irrilevante sul territorio.
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