Dalla Britannia, dopo l’evangelizzazione di Sant’Agostino di Canterbury alla fine del VI secolo, re, prelati, abati e arcivescovi sassoni cominciarono a recarsi regolarmente a Roma stabilendo un rapporto costante con il Vaticano.
Da Canterbury a Roma in due mesi. Siamo nel 990
È questa rete di strade - più che un unico percorso – che diventerà nota in Italia come “via Romea”, “via Francisca” e “via Francigena”: cioè, proveniente dalla Francia, nome che oltre all’attuale territorio francese comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi.
In questa tradizione si inserisce il viaggio a Roma di Sigerico, arcivescovo di Canterbury della fine del X secolo, che si recò nel 990 dal papa Giovanni XV (989-996) per ricevere il “pallio”, insegna della sua dignità vescovile. Sigerico scrisse il primo, accurato resoconto del suo viaggio di ritorno (due mesi e 1600 km), indicandone anche le 79 tappe. Il tutto in due pagine manoscritte, oggi conservate nella British Library di Londra.
Lo snodo della Francigena. I pellegrinaggi, i commerci

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente. I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago di Compostela e Roma, e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. Infatti, i pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma, ed eventualmente proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi, dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. Viceversa, i pellegrini italiani diretti a Santiago la percorrevano verso nord, per arrivare a Luni (sulla costa ligure), dove s’imbarcavano verso i porti francesi, o per proseguire verso il Moncenisio e quindi immettersi sulla Via Tolosana, che conduceva verso la Spagna.
Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa, e ciò esaltò il ruolo della Via Francigena che divenne un canale di comunicazione e di commercio determinante per la realizzazione dell’unità culturale che caratterizzò l’Europa nel Medioevo. Nel XIII secolo i traffici commerciali crebbero a tal punto che si svilupparono numerosi tracciati alternativi alla Via Francigena che, quindi, perse la sua caratteristica di unicità e si frazionò in numerosi itinerari di collegamento tra il nord e Roma. Tanto che il nome cambiò in Romea, non essendo più unica l’origine, ma la destinazione.
Nel 1994 la Via Francigena ha ottenuto la certificazione di "Itinerario culturale del Consiglio d'Europa. Nel 2025, in occasione del Giubileo, ha preso corpo il progetto della Francigena Britannica: 7 tappe, 146 km da percorrere a piedi o in bicicletta attraverso il sud dell’Inghilterra, un collegamento dal valore culturale molto profondo, che ricalcando antichi sentieri estende la Via Francigena e unisce Londra a Canterbury, chilometro zero della Via Francigena.
La Francigena Renana
La riscoperta di questo itinerario va a merito dell’associazione Jubilantes, in cammino sulla via Francigena sin dal 1996, che ha realizzato il grande progetto di riscoperta e valorizzazione dell’asse viario storico transalpino del valico dello Spluga, l'antico cun(n)us aureus della Tabula Peutingeriana, sin dai tempi più antichi l'interconnessione più diretta, nel cuore delle Alpi, fra la Pianura Padana e il Nord Europa.
Questa antica via delle Alpi centrali, da cui si è diffusa la conquista romana del mondo germanico, da cui sono passati eserciti ed imperatori, e su cui hanno viaggiato molti personaggi celebri della storia e della cultura europea – da pensatori e riformatori (Lutero, Erasmo da Rotterdam), a scrittori (Huygens, Goethe, Andersen, Browning, Conan Doyle ...), a pittori del "sublime" romantico (Turner..) - ha preso il nome di Francigena Renana, proprio perché è realmente un perfetto continuum "francigeno": Francigena perché proviene dalle terre franco-germaniche e Renana perché la Valle del Reno, già cuore del Sacro Romano Impero, è certamente il paesaggio culturale che porta a pieno titolo questo cammino nel cuore della comune identità culturale europea.
Si tratta di un cammino di circa 300 chilometri da Coira, capitale dell'antica Rezia, a Corte Sant'Andrea - Guado del Po (dove si collega alla Via Francigena) che per la prima volta connette in un unico grande asse viario nord-sud alcune delle più importanti vie storiche della Lombardia: Cammini della Regina (Vie dello Spluga, Via Francisca, Via Regina), Cammino di San Pietro, Cammino dei Monaci. E si collega e si intreccia con i grandi cammini di Santiago e della Francigena. Il cammino è una rete.
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