Nel 2025 i camminatori crescono del 56% e tirano l’economia dei territori (336 milioni di euro). Le ragioni delle scelte. Le mete
Il numero dei camminatori. I giorni di cammino
Ma quanti sono i camminatori? Non c’è ovviamente una statistica ufficiale e completa, ma l’interesse anche economico del “comparto” fa sì che sia cresciuta l’attenzione a misurarlo. L’editore Terre di Mezzo ha presentato a "Fa’ la cosa giusta!" di marzo 2026 la 9a edizione del dossier “Italia, Paese di Cammini”, basato su 4.328 questionari compilati sia da camminatori che da promotori di cammini. Ne emerge che il 2025 ha messo a segno una crescita straordinaria che si riflette direttamente sulle economie dei territori attraversati. Per la prima volta, grazie anche alla collaborazione con il Centro di studi avanzati sul turismo (Cast) dell’Università di Bologna, è stato possibile inserire nella rilevazione anche l’impatto dei cammini minori e stimare con rigore scientifico le ricadute economiche sui territori (spesa complessiva dei camminatori, valore che resta direttamente ai territori, valore dell’indotto).
Il primo dato eclatante è il numero dei camminatori: l’analisi (che si basa sul numero delle Credenziali, incrociato e verificato con le risposte al questionario di Terre di mezzo) rivela che le persone che si sono messe in cammino nel 2025 sono state almeno 300.046: un aumento del 56% sull’anno precedente.
La media dei giorni in cammino (con una valutazione prudenziale delle risposte al questionario) mostra che chi parte cammina per 7,4 giorni: significa che il comparto dei cammini a piedi ha generato almeno 2.476.880 pernottamenti annui totali.
Dalle risposte al questionario si evince che la spesa media giornaliera dei camminatori è di 87,29 euro (sono esclusi da questo computo i costi per il viaggio e per gli acquisti prima della partenza). La spesa diretta complessiva dei camminatori è stata quindi di almeno 216 milioni di euro. Ma è stato possibile per la prima volta stimare l’impatto economico complessivo dei cammini sui territori, che nel 2025 è stato di almeno 336,4 milioni di euro.
In aumento rispetto agli anni precedenti

Si tratta di numeri in forte crescita rispetto agli anni precedenti: nel 2024 i camminatori certificati erano stati 191.465 (ma era già ben chiaro che era una stima prudenziale). Nel boom dei camminatori del 2025, bisogna tener presente che l’aumento è dato anche dalla crescita del numero di cammini in Italia: 250 i cammini censiti, 160 quelli che hanno risposto fornendo informazioni (nel 2024 erano stati rispettivamente 160 e 122). Significativo anche il conto dei cammini minori, quelli che esistono ma senza un organismo di governance.
L’accelerazione della crescita in questi ultimi anni è comunque una tendenza ben evidente: il 2024 aveva fatto segnare un +29% nel numero di credenziali (una sorta di passaporto che tramite i timbri attesta il passaggio per le varie tappe) rilasciate ai camminatori su base annua. Nel 2023 la crescita era stata del 24,4%. Non tutti i cammini, peraltro, rilasciano credenziali.
La crescita clamorosa del 2025 trova conferma anche nei dati relativi ai cammini che hanno avuto Roma come meta (la Via Francigena e la Via Romea Strata in particolare): i Testimonium (certificato di fine cammino) consegnati presso la Basilica di San Pietro ai camminatori che sono arrivati a piedi sono più che raddoppiati: erano 5.576 nel 2024, sono stati 12.038 nel 2025 che, va ricordato, era anno santo giubilare. Ci si attende un boom nel 2026 per l’800° anniversario della morte di San Francesco, sui cammini a lui dedicati che gravitano intorno ad Assisi.
Altri dati significativi
Alcuni altri dati che emergono dal dossier di Terre di mezzo sulle tendenze comportamentali svelano l’evoluzione del settore:
- nel 2025 sono cresciuti di più i camminatori maschi; nel 2024 le donne rappresentavano la maggioranza (51%); nel 2025 si assiste a una lieve inversione di tendenza con gli uomini al 51,4%. In sostanza, siamo al pareggio.
- il 27 per cento di chi cammina ha meno di 45 anni. Il cammino, anche per motivo di tempo libero, è appannaggio in larga parte di lavoratori attempati e di pensionati (30%), ma il dato è in via di cambiamento.
- i giorni medi di cammino restano quasi identici (7,4 nel 2025 contro i 7,5 del 2024).
- Le Regioni di maggiore provenienza dei camminatori sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Perché si cammina?
L’80% di chi ha risposto (erano possibili più risposte) afferma che lo fa per motivi ambientali o per il proprio benessere emotivo; seguono l’esigenza di fare movimento fisico (72%), alla pari con la curiosità di incontrare nuove persone e di fare nuove esperienze (71%) e quindi la volontà di conoscere posti nuovi (68%). Il 26% si mette in movimento per motivi religiosi o spirituali, dimostrando il profondo cambiamento di questa pratica da quando era vissuta come un pellegrinaggio alle grandi storiche mete (Roma, Gerusalemme, Santiago). Oggi la diminuita appartenenza religiosa, insieme al forte aumento del numero di cammini estranei a tematiche di fede, porta - anche su cammini caratterizzati come Santiago – a una pluralità di motivazioni. Che non escludono certamente una spiritualità laica, non meno profonda.
Conferma queste risposte la graduatoria dei criteri con cui si sceglie un percorso: nell’ordine, visitare luoghi nuovi, l’identità del cammino, la raggiungibilità, la sfida (ad esempio la lunghezza), e anche l’economicità. A differenza del Cammino di Santiago, in Italia è raro trovare alloggi cosiddetti “a donativo” cioè con libero contributo, tanto più sui percorsi non religiosi, dove i prezzi di alberghi, locande, b&b sono in linea con quelli ordinari, salvo qualche caso di sconto a chi esibisce la credenziale del cammino.
Dove e come si cammina?
L’81% risponde di aver fatto nel 2025 almeno un percorso in Italia (il 12% la Francigena); il 18% ha camminato in Europa (di cui l’11 verso Santiago); l’1% è andato in altre parti del mondo.
In tanti sono degli habitués: il 53% ha fatto finora almeno 5 cammini. Si tende ad affrontare - per motivi comprensibili di assenza da casa e dal lavoro - cammini brevi (fino a 7 giorni) e a completarli (68%), piuttosto che cammini lunghi, magari percorsi a tappe negli anni (7%). Si dorme in appartamenti, soprattutto b&b (52%), ostelli (20%), alberghi o agriturismi (14%), istituti religiosi (8%, gli unici dove si trova la possibilità del pagamento a donativo) e anche in tenda (6%).
Indispensabile l’informatica: sia per conoscere i cammini (il 52% l’ha scoperto su internet) sia per le tracce gps, utilizzate dal 48% dei camminatori, e per le app (33%), mentre il 37% si affida alla guida stampata. Il 30% dei camminatori viaggia da solo, mentre il 39% viaggia in coppia (coniugi o amici/amiche); la restante quota si divide su gruppi di poche persone, in genere amici, o qualche gruppo organizzato consistente.
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