Salvini, le madonne, il vangelo

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Salvini appare in TV dopo la caduta del governo Draghi.
I temi sono i soliti
La cornice è diversa: il capo leghista è immerso in immagini di angeli, santi, madonne…

Sarebbe utile studiare la prima apparizione televisiva – fatta al TG1 – di Matteo Salvini dopo la caduta del Governo Draghi, lo scioglimento delle Camere e l’annuncio delle elezioni il prossimo 25 settembre. Se i temi sono i soliti da campagna elettorale (migranti, Lampedusa, espulsioni, assunzione delle forze dell’ordine, certezza delle regole) singolare è stata la cornice. Non tanto perché stavolta mancava il riferimento al Rosario (ricordate i continui baci mentre era Ministro dell’Interno?). Neanche perché il calendario che si vedeva alle sue spalle era del 2020 (?!?!) ma, piuttosto, perl’impressionante selva di immagini sacre: crocefissi, santi, angeli, arcangeli e icona di Maria. Immagini (un po’ kitch, a dire la verità) che raccontano di un cristianesimo tradizionale e che preannunciano, in modo palese, una sfida con Giorgia Meloni, l’altra paladina della triade Dio, Patria e Famiglia. 

Salvini fa l’occhiolino ai cattolici che vanno a messa

Se l’apparato iconico è di questo genere è perché si pensa di fare breccia in quella nebulosa fascia di “elettorato cattolico” che viene riesumata ogni qualvolta si apre una competizione elettorale. Personalmente faccio fatica a credere che tutto questo possa avere presa ma è indubbio il fascino che temi e immagini esercitano su persone che frequentano, più o meno abitualmente, le assemblee eucaristiche domenicali

Salvini “pesca” in comunità cristiane che hanno rinunciato a formare i credenti al servizio della politica

Certo il silenzio e le omissioni, in alcuni casi anche le complicità, di una parte (anche consistente) della comunità cristiana nei confronti di parole e di azioni non conformi al Vangelo è anche il frutto di una lunga stagione che ha visto rinunciare molte parrocchie a formare credenti che hanno cura e passione per l’umano. Credenti che, laicamente e con rigore, non solo con le intenzioni, partecipano alla costruzione della città di tutti.

Comunità cristiane che hanno rinunciato a formare cittadini consapevoli che si può e deve fare politica – sapere e prassi che ha leggi e valori specifici che non possono venire posti a lato – solo se pratica buone mediazioni, che siano incarnazione dei principi o dei valori attraverso l’azione. In caso contrario si condanna o al tradimento dei valori oppure all’inefficacia politica.

In politica i cattolici fanno spesso solo appelli banali e generici

La costruzione della mediazione è il modo politico di mettere in pratica la necessaria coerenza con i valori cristiani. Per far questo, occorre immaginare strumenti culturali adeguati e luoghi di incontro, dibattito ed elaborazione che, attualmente, non vedo molto presenti nella comunità cristiana. Dunque, non sono preoccupato del circo mediatico dei prossimi mesi quanto, piuttosto, delle parole di Vangelo che risuonano (o non risuonano) nelle nostre comunità. E degli sforzi fatti (o non fatti) per formare una generazione di credenti ad assumere un metodo di lettura e di impegno adeguato. La mancanza di tutto questo ha reso i cattolici (di destra come di sinistra) spesso incapaci di andare oltre gli appelli generici. Usati disinvoltamente e ridotti ad essere, quasi sempre, sacerdoti superficiali del generico buon senso che, molto spesso, poco ha a che fare con il Vangelo. 

i simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce, ma mai il camaleonte!

Amo spesso ricordare le parole di Kaj Munk, un drammaturgo e pastore protestante danese, uno dei principali ispiratori della resistenza al nazismo, assassinato da un commando delle SS la sera del 4 gennaio 1944 che lo fucilò in aperta campagna lasciando il corpo sul bordo della strada. “

Ricordatevi: i simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce, ma mai il camaleonte!

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