Sono in corso a Bergamo due mostre interessanti: una è “Fotografica” - già presentatala la scorsa settimana da “La barca e il mare” - allestita nell’ex monastero del Carmine; l’altra “Oltre”, con opere di Gianriccardo Piccoli esposte nell’ex colorificio Migliavacca in via Nazzario Sauro, lungo il Morla alle spalle dell’Accademia Carrara
Ex luoghi
Le due mostre, oltre a proprie specifiche suggestioni, hanno in comune il fatto di svolgersi in luoghi dismessi, abbandonati, devastati dal tempo, sospesi in attesa di una destinazione - forse anche di un significato: luoghi che parlano di passato e interrogano sul futuro.
La cultura del frammento
Nella differenza di “contenuto” - “Fotografica” veicola bellezza di immagini su temi di coscienza; “Oltre” racconta visioni di Piccoli in fragili velature liriche - le opere esposte trovano nel “contenitore” - monastero e fabbrica - significati che si espandono sugli spazi in rovina dilatando emozioni e nuovi sguardi.
Contenuto e contenitore - arte contemporanea nei ruderi - provocano sul “nostro tempo, diventano “segni dei tempi”, restituiscono un’idea della nostra identità: il frammento stimola emozioni e significati.
Vedere arte nelle rovine diventa specchio
Siamo nel tempo del “frammento”, affascinati dalla caducità, sospesi nell’oggi.
In effetti siamo in mezzo a rovine: il passato - sia di arte, che di natura - viene violato dal distratto turismo di massa; il presente è devastato da bombe e clima inquieto; il futuro si progetta con tecnologie sempre più sofisticate, con armi, smanie imperiali e pensiero liquido che si espande anche sui valori di uguaglianza e democrazia, solidarietà, conoscenza, coscienza critica: tutto fragile.
Fragilità
Nella mostra “Gianriccardo Piccoli, Oltre”, si sovrappongono tre contemporanee fragilità: il lavoro d’arte di Gianriccardo Piccoli - fragile, impalpabile, ascetico, incerto - pensiero sfuggente fra tempo sospeso, nostalgia, memoria; poi il torrente Morla che nel settembre 2024 straripa, allaga lo studio di Piccoli e rovina l’archivio di una vita; infine l’ex Colorificio Migliavacca - ai margini dello stesso Morla - non allagato, ma abbandonato da trent’anni.

“Oltre”
La mostra matura con l’iniziativa di accogliere le opere di Piccoli nell’ex colorificio, per restaurarle e recuperarle. L’idea anche di esporle negli spazi dismessi realizza una didascalia suggestiva all’opera di Piccoli, la interpreta con intonaci sbrecciati, muffe, polvere, rottami monumentali, cose che hanno perso identità, suoni di passi che rimbombano nel vuoto. Le immagini dei quadri si dilatano nella transitorietà di un passato progetto di impresa, di società, di sviluppo andato “oltre”.

Un terzo luogo di suggestiva cornice
Gianriccardo Piccoli al nuovo museo Bernareggi
Prossimamente l’ ”Aula Picta”, nel rinnovato museo della Diocesi, ospiterà a fianco della pala di San Bernardino - dipinta da Lotto nel 1521- l’opera di Piccoli - già presenta lo scorso giugno da “La barca e il mare” - che la interpreta nella prospettiva di “Antico/contemporaneo - dialoghi d’arte”.
Sarà intenso il confronto tra l’esaltazione di luci, colori, forme di Lotto, e l’ascesi di Piccoli che, rielaborando, medita sull’essenza: anche qui il “contenitore” moltiplicherà significati ed emozioni.

L’ “Aula Picta” infatti è luogo sospeso nel tempo, spazio incerto, palinsesto di storie restituite a frammenti: dall’arcone che l’attraversa - probabile sostegno al fronte di santa Maria Maggiore - alla bifora murata e trasformata in suggestiva sintesi della cristianizzazione di Bergamo, agli affreschi stratificati in spazi fatti e disfatti nel sovrapporsi di differenti destinazioni.

Anche qui il dialogo tra Lotto, Piccoli e Aula Picta, restituirà, a chi avrà la pazienza di guardare, idee di presente e, forse, prospettive di futuro.
Per la mostra “Oltre”:
via Nazzario Sauro, 32
visite su appuntamento
ass.gianriccardopiccoli@gmail.com
Tel. 338 5321819 / 338 1016814