Spunti di riflessione sul vangelo di domenica 19 ottobre, ventinovesima del Tempo Ordinario “B”.
Il Vangelo è Marco 10, 35-45
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Giacomo e Giovanni ambiscono i primi posti nel "regno". Gesù chiede ai due la disponibilità a "bere il calcio" che lui sta per bere. I due accettano, forse senza capire fino in fondo che cosa questo comporti. Gli altri dieci reagiscono alle ambizioni di Giacomo e Giovanni. Gesù enuncia il sio impegnativo messaggio: chi vuole divenetare grande deve diventare servo, il primo deve essere ultimo.
Le “differenze” del potere, l’uguaglianza del servizio
Gesù descrive uno stile che deve contraddistinguere i suoi e che deve essere specularmente opposto a quello usato da chi esercita il potere. Il sistema del potere è fondato sulle differenze tra chi sta sopra ed esercita il potere e chi sta sotto e lo deve subire. Quelle differenze fanno nascere inevitabilmente il confronto fra chi ha di più e chi ha di meno, e l’imitazione da parte di chi, avendo di meno, vorrebbe avere di più. Spesso succede anche che, da quelle differenze, nasca un altro cerchio: chi è molto in alto è aggredito dall’invidia di tutti; chi è molto in basso è coperto dal disprezzo di tutti.
Gesù propone uno stile profondamente diverso che parte da un dato ovvio e mirabilmente semplice: i discepoli del Regno sono tutti figli dell’Abbà del cielo e, dunque e di conseguenza, sono tutti fratelli. Se tutti sono fratelli, le differenze tra loro sono cancellate, precisamente, dalla fratellanza che li rende uguali. E’ il ruolo profetico che il credente evangelico deve sostenere nel mondo: contestare con il suo servizio disinteressato le anomalie del potere eccessivamente interessato.
Il cerchio “servizievole” della lavanda dei piedi
Nel vangelo di Giovanni Gesù illustra questa verità, durante la cena di addio, con il gesto straordinario della lavanda dei piedi. I discepoli sono disposti attorno a lui e lui, il Maestro e Signore, si fa servo e passa a lavare i piedi ai suoi amici: il Maestro insegna ma insegna a non fare il maestro, bensì a servire.
Molti momenti nella vita delle nostre comunità sono la messa in opera del cerchio della lavanda dei piedi: una famiglia si svena ad assistere il vecchio nonno malato, una mamma butta via il suo tempo per fare catechesi a figli non suoi, un professionista spende il suo tempo ad assistere i barboni di una comunità della caritas… Tutte queste scelte sono “ingiustificate”, “squilibrate” tra chi dà molto e non riceve nulla e chi riceve tutto e non può dare nulla. Ma questa sproporzione è alla base, precisamente, dello spirito del servizio dei discepoli che non si fanno servire ma servono, come il loro Maestro.