Molte omelie (laiche) in questi giorni

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L’assassinio di Giulia Cecchettin dimostra che una legge funziona se c’è un minimo di cultura condivisa. E poi, quante omelie laiche in questi giorni…

La legge non fa nascere una cultura

Non se ne può fare a meno e si continua a parlarne. E’ l’assassinio brutale di Giulia Cecchettin. Elisabetta Soglio risponde alla lettera di un lettore sul Corriere della sera. La sintesi del titolo è questa: La violenza contro le donne figlia della cultura patriarcale. Cambino le regole e cambiamo noi.

Ecco: il problema è in che rapporto debbano stare il nostro cambiamento e quello delle regole. Il dramma di Giulia ha fatto correre tutto. Soprattutto sembra che verranno approvate leggi che sonnecchiavano nei cassetti del Parlamento. Dietro questo zelo legislativo sta una idea: che sia possibile cambiare la gente cambiando le leggi. Di solito, invece, le leggi più sane fanno il tragitto inverso: non pretendono di creare una cultura ma la codificano. Dunque, ci deve essere una cultura, prima. Le leggi arrivano dopo. O, per lo meno, arrivano mentre un sentire collettivo è in una buona fase di elaborazione, per cui la legge viene accolta da un minimo di sintonia e quella sintonia iniziale permette di crearne della nuova.

Lilli Gruber e gli altri

Sulla cultura patriarcale sono intervenuti anche la Gruber e la Meloni si è sentita in dovere di rispondere. Sento un vago senso di fastidio.

La Gruber e con lei molti altri, mi assicurano che viviamo in una cultura patriarcale. Sono accuse così perentorie e così globali che faccio fatica a capire. Si sta creando un vasto consenso su queste accuse di arcaicità della cultura italiana. Troppo vasto il consenso e troppo sospetto il carattere perentorio delle accuse.

Si sono sentite molte omelie laiche in questi giorni. I preti le omelie non le fanno o le fanno male. Si sono trovati degli zelanti sostituti. Strano che una cosa così vasta e così evidente sia venuta alla luce perché Federico Turetta ha ammazzato Giulia Cecchettin.

Mi viene anche il sospetto che la forza delle accuse abbia attinto molto dalla gravità inaudita del fatto. A questo punto resta intatto il problema: quanto oggettive sono queste accuse e quanto efficaci le omelie laiche? Perché se le omelie invece di “graffiare” la vita dei fedeli, le passano accanto, finiscono per ottenere esattamente il contrario di quello che volevano.

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