Gli eventi drammatici, difficili da capire, decisamente insensati, che ogni giorno ci investono, fanno nascere innumerevoli domande. Alberto Bellini ci offre questo “sfogo” che, lo si intuisce molto bene, non è solo suo.
Che senso può avere la guerra?
Già a partire dalle prime classi della scuola, si è sottoposti al “giudizio”, quasi che fosse la cosa più naturale di questo mondo. Infatti, tutto si basa sulla “misura”, e ciò che è “incommensurabile”, come l’arte e la cultura o, più in generale, tutto ciò che è l’espressione dello Spirito, viene messo ai bordi.
“Conta solo ciò che non si vede”, diceva S. Paolo e tutto il resto è “spazzatura”.
Il giudizio porta poi alla classificazione, distingue chi è bravo da chi non lo è: stabilisce un limite al di sotto del quale si viene “scartati”. Vince il più bravo, il più bello, il più veloce, il più forte… chi arriva primo.
Lo vediamo nella scuola, nello sport, nel lavoro, nelle attività produttive, commerciali, professionali… Tutto è diventato competizione, per cui se vuoi avere un senso nella vita devi imparare a lottare, prima di tutto con te stesso, per superarti, sennò non conti.
Questa è l’arte della guerra, per cui tutto è guerra.
In definitiva la guerra non è altro che l’inevitabile conseguenza di tutta l’impostazione di questo nostro mondo.
C’è un’unica via per uscire da questo vortice distruttivo: passare per la porta sempre più stretta del dono, della condivisione, dell’amore, abbandonando la logica del “si salvi chi può”.
Periremo o ci salveremo tutti insieme.