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Santa Lucia. Gli acquisti e i bambini

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Santa Lucia attira molta folla. È successo in questi giorni a Bergamo, come era ragionevole prevedere. Ma succede dappertutto. Le folle di santa Lucia, poi, si assommano a quelle che, già da giorni, stanno concentrandosi nei centri città per gli acquisti natalizi.

Le folle delle riunioni “politiche” e quelle degli acquisti

Oggi sono in crisi le grandi adunate politiche, ma tengono bene gli assembramenti delle feste. In altri tempi le folle si riunivano per esibire la propria forza e imporsi. Oggi sembrano invece riunirsi per esaltare il piacere di trovarsi. Da una folla “estroversa” che cercava di dare si è passati a una folla “introversa” che cerca di ottenere.

Certo: le cose non sono così semplici. In effetti, cercare qualcosa per sé significa anche, di riflesso, cercare per tutti, perché la piccola felicità di uno ridonda sulla felicità di tutti e viceversa.
Ma una folla che cerca di fare festa è diversa da una folla che protesta e la diversità segnala un nuovo modo di vivere le relazioni con gli altri.
Il grande trovarsi di questi giorni, però, è per acquistare qualcosa. Vado sul Sentierone non per incontrare amici, ma per scegliere i regali di santa Lucia e dunque per spendere. Se mi avviene di incontrare qualcuno, è per interposto oggetto.

I moralisti, è noto, si scandalizzano per questo. Anche per il prossimo Natale sentiremo tuonare contro quello scandalo e molti faranno notare come tanta gente muore e tanta gente spreca. Non mi pare il caso di insistere e mi pare anche che non serva. Non si può risolvere un enorme problema di economia mondiale con qualche comportamento individuale. E poi la gente che affolla i negozi non pensa solo ad acquistare e i valori che governano la sua vita non sono soltanto quelli. Semmai, le folle di santa Lucia mettono in scena un’enorme sproporzione: da una parte, appunto, la grande voglia di trovarsi e, dall’altra, i mezzi esigui per soddisfarla. Per incontrare gente devo comperare uno zucchero filato o, almeno andare a guardare quelli che lo comperano.

Gli adulti come i bambini

Gli adulti, anche in questo, sono come i bambini. La vigilia di santa Lucia i bambini hanno messo il fieno sul davanzale: santa Lucia doveva nutrire il suo asinello per un viaggio lungo e faticoso. Al posto del fieno, la mattina dopo hanno trovato il mucchietto scintillante dei regali. Che meraviglia! E, soprattutto, che meraviglia la differenza fra quella manciata di fieno e questo ben di Dio!

La ressa gioiosa degli acquisti è, per gli adulti, quello che è il fieno per i bambini. Hanno comperato non per il gusto di buttar via soldi, ma perché, grazie a quei soldi, un bambino poteva realizzare alcuni suoi sogni. Quando gli adulti comperano dei regali per far felici i loro piccoli è come se, anch’essi, avessero messo il fieno alla finestra. Anche loro aspettano, hanno desideri importanti, vogliono vedere al di là del loro naso; sennò: perché si sarebbero scomodati?

Ma, siccome sono grandi, aspettano qualche cosa di grande. Forse non sanno neppure loro cosa. È certo soltanto che santa Lucia e il suo asinello non gli bastano più.

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