Si discute sulle elezioni di ieri l’altro in Svezia. E si continua a discutere delle elezioni nella Sassonia-Anhalt della scorsa settimana.
I cambiamenti globali velocissimi
Sulle cause dell’avanzata elettorale dell’ AFD è oggi molto facile, con il poco senno di prima e il troppo senno di poi, produrre analisi e sentenze definitive. Da una parte i cambiamenti globali velocissimi, sconvolgenti e localmente pervasivi, dall’altra l’impotenza crescente delle politiche nazionali degli Stati-nazione europei. I loro confini si possono forse difendere dalle ondate migratorie illegali, ma sono già stati bucati e attraversati dalle potenze economiche, finanziarie, produttive globali.
La rete istituzionale degli Stati europei, il cui ganglio principale è la struttura della UE, è diventata più fragile. Non si tratta solo di economia e di società. Premono ai confini e dall’interno dell’Europa potenze geopolitiche aliene, decise a dividersi le spoglie della vecchia Europa.
La reazione: non Fascismo né Nazismo ma nazionalismo-sovranismo
Rispetto a tutto ciò la reazione immediata non è né il Fascismo né il Nazismo, bensì il nazionalismo-sovranismo.
Quando i Saraceni aggredivano le coste mediterranee, le popolazioni si ritiravano all’interno nelle valli, sulle colline, sulle montagne. Oggi le vittime dei cambiamenti epocali cercano rifugio nello Stato. Lo Stato è da circa cinquecento anni l’usbergo della Nazione. Solo che i micro-Stati europei, una volta padroni del mondo, almeno fino al 1945, sono sempre meno in grado di proteggere le loro società civili, le loro Nazioni.
La Destra etno-nazionalista e populista di questi anni non è affatto né neo-fascista né neo-nazista, benché esistano correnti minoritarie di una destra radicale e rivoluzionaria, che si ricollegano al Fascismo o al Nazismo.
Il caso Germania, l’AFD, le idee guida
Neppure AFD vi è riducibile, nonostante le assonanze culturali e programmatiche di alcuni punti del “Programma di Magdeburgo” ufficialmente approvato l’11 aprile 2026 dal Congresso del partito. La lettura di questo documento, disponibile anche in Italiano, di 156 pagine, composto da 17 capitoli e da 302 provvedimenti particolareggiati, è vivamente consigliata a chi voglia comprendere. Qui solo un paio di assaggi.
“Deutsch denken!” (“Pensare tedesco!”) è il punto 1 del capitolo III, “Kultur und Integration” (Cultura e integrazione). “Pensare tedesco” è stato certamente il programma di un filosofo filo-nazista come Heidegger (“l’Essere si può dire solo in tedesco”), ma l’ispirazione principale non è quella di Hitler, ma quella del “Kulturkampf”, la battaglia scatenata dal Cancelliere di ferro Otto von Bismarck contro la Chiesa cattolica tra il 1871 e il 1887. Si trattava di affermare le ragioni dell’Impero contro quelle della Chiesa cattolica, che, diversamente da quella luterana, non era disponibile a sottomettersi alla ragion di Stato. In questo contesto sono citati Enrico I, Ottone I, Lutero, Bismarck e Nietzsche originari della Sassonia-Anhalt. Il Documento sottolinea che la Sassonia-Anhalt era nel Medioevo il centro del Sacro Romano Impero e cita i “Merseburger Zaubersprüche” (Gli incantesimi di Merseburgo), uno dei più antichi testi letterari della lingua tedesca. Il Programma si propone di promuovere un “nuovo sentimento di consapevolezza nazionale” (Ein neues nationales Selbstbewusstsein).
Il punto 17 del Capitolo III affronta la questione dell’Islam: “Nein zu Muezzin und Minarett”. La ragione è che l’Islam non appartiene né alla Germania né alla Sassonia-Anhalt. Motivo certo non sufficiente per impedire la pratica religiosa agli immigrati islamici e la costruzione di edifici religiosi. Ma sulla denuncia dell’Islam come religione politica che pretende di applicare la sha’ria e che, pertanto, non è compatibile con la concezione occidentale dello Stato dovrebbe concordare ogni liberale di buon senso.
L’illusione senza avvenire della destra nazionalista
La contraddizione fatale di questo neo-nazionalismo è che né il Land né lo Stato tedesco sono ormai più in grado da soli di proteggere la Nazione tedesca né sul piano economico-sociale né su quello culturale né su quello militare. Il neo-nazionalismo è una risposta debole e subalterna ai cambiamenti del mondo. E’ la nuova illusione di parte degli Europei, un’illusione senza avvenire, in forza della quale la destra nazionalista è andata al governo in Italia, è possibile che vinca in Francia, in Spagna…
Ma poiché nella propaganda politica italiana si è inventato che esiste un Fascismo eterno – copyright di Umberto Eco - nero o, oggi, “bianco” – copyright di Michele Ainis - Salvini, Vannacci e AFD vengono accomunati dalla nostalgia canaglia del Fascismo e del Nazismo. E’ la via maestra delle fette di salame sugli occhi.
Non basta la retorica
A questo neo-nazionalismo insorgente non basta opporre un europeismo retorico. Nessuna meraviglia che vengano avanti forze più radicalmente nazionaliste. Solo uno Stato federale europeo è in grado di proteggere le Nazioni, ma a condizione che siano fornite qui e ora risposte alle paure, all’insicurezza, alla solitudine, all’invecchiamento. Integrazione selettiva degli immigrati o inclusione a 360 gradi? L’Islam è una questione democratica cruciale o no? I disabili sono i “diversamente abili” come suona una retorica sdilinquita e ipocrita o una questione drammatica da affrontare in modo personalizzato?
E l’AFD intanto? C’è solo da augurarsi che si metta a governare. Scoprirà assieme ai suoi elettori quanto sia difficile passare dalla propaganda alla realtà.