Con alcuni articoli di prossima pubblicazione intendiamo proporre alcune riflessioni sul tema del rapporto tra Chiesa e quel che possiamo in generale identificare con il termine “Gender”.
La comunità cristiana non ne parla
Si tratta di un argomento piuttosto “chiacchierato” ma a nostro avviso poco conosciuto nel merito, in particolare a livello di comunità cristiana locale sia per quanto riguarda i laici e spesso per gli stessi presbiteri.
La riteniamo un’utile occasione per:
- Fornire un vocabolario minimo dei termini che intervengono quando si parla di questo tema (genere-sesso, eterosessualità-omosessualità, LGBTQ+, queer, fluidità, ecc.). È chiaro che proprio sul significato di questi termini si potrebbe discutere a lungo ma è pur sempre necessario assumere un linguaggio si cui intendersi, anche se non del tutto condiviso.
- Sgombrare il campo, per quanto possibile, dai pregiudizi infondati, che compromettono lo sviluppo di qualsiasi discorso sensato (ad esempio: l’omosessualità è una malattia, ecc.).
- Abbozzare almeno a grandi linee il pensiero della Chiesa sotto i due punti di vista: teologico e pastorale.
- Porre all’attenzione delle comunità cristiane locali che la questione “gender” non riguarda solo i diretti interessati, ma investe davvero tutta la società, in particolare il mondo dei ragazzi, dei giovani LGBTQ+ che, se vogliamo vederli, sono presenti anche in alcune delle nostre famiglie e delle nostre comunità ecclesiali.
- Offrire una traccia di lettura ai genitori di figli LGBTQ+, che si trovano si trovano spesso sguarniti di strumenti per affrontare il problema (perché molto spesso come problema viene vissuto).
E invece bisogna parlarne. Ma di cosa parlare e con chi?
Lo abbiamo fatto attraverso delle interviste a persone di grande competenza che si occupano di questa tematica a livello professionale o pastorale sotto diverse prospettive, nella speranza che nell’insieme permettano di avere un quadro non certo completo ma comunque abbastanza sfaccettato.
Precisamente per quanto attiene agli aspetti antropologici e morali ci siamo rivolti a:
- Don Aristide Fumagalli, docente ordinario di Teologia Morale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, che insegna anche presso l’ISSR (Istituto Superiore di Scienze Religiose) con sede a Milano. I suoi interessi teologici e di ricerca si concentrano principalmente sui fondamenti della teologia morale, sull’etica sessuale e affettiva, e sulla morale cristiana in relazione a diverse tematiche contemporanee. Autore di diversi libri su questi temi, è direttore della collana “Questioni di Etica Teologica” dell’Editrice Cittadella.
Per il confronto con il testo biblico abbiamo avuto il supporto di:
- Don Gian Luca Carrega, docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Torino e incaricato dall’arcivescovo per l’accompagnamento pastorale delle persone LGBTQ+. Numerosi sono i suoi contributi su questioni di contestualizzazione biblica e accoglienza pastorale, come nel dibattito su testi biblici relativi all’omosessualità.
L’approfondimento sulla “Teologia di Genere” è stato possibile grazie al contributo di:
- Lucia Vantini, docente di teologia fondamentale e di antropologia filosofica all'Istituto di scienze religiose e di Studio teologico San Zeno e Presidente del Coordinamento Teologhe Italiane. La sua attività si muove all’incrocio tra filosofia della religione, teologia contemporanea e neuroscienze, con un focus particolare sul pensiero femminista, la differenza sessuale e di genere.
Uno sguardo sulla realtà pastorale italiana con un focus particolare sulla diocesi di Bergamo ci è stato offerto da:
- Giorgio Gervasoni, ex docente di Lettere al liceo Mascheroni, ha conseguito il dottorato in Teologia alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, è membro del Consiglio Pastorale Territoriale della Comunità Ecclesiale Territoriale (CET) di Bergamo Città, fa parte della Commissione diocesana, istituita dal Vescovo, che si occupa della pastorale con persone LGBT+, e partecipa agli incontri del gruppo di persone lgbt+ credenti di Bergamo, La Creta.