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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

Il sonno del “BUON SENSO” genera mostri. Parafrasando Goya

ragione sonno, Goya

Veramente il titolo sarebbe “Il sonno della ragione genera mostri”, ma gli anni che passano e i tempi che corrono inducono a più attuali letture

 

 

PNG Goya Il sonno della Ragione
Goya Il sonno della Ragione

 

Francisco Goya - il più ispirato pittore nell’età dell’illuminismo spagnolo, nato nel 1746, vissuto tra rivoluzione francese, epopea napoleonica e restaurazione, morto nel 1828 - realizza “Il sonno della ragione genera mostri” come 43a tavola del ciclo di 80 incisioni “I capricci”, allegorie e satire di vizi e miserie del suo tempo.

1797 (anche 2025)

Con epocali cambiamenti corre l’anno 1797: decapitazione di sovrani, “grande terrore”, uomini soli al comando, campagne d’Italia, fine di millenarie gloriose repubbliche, turbinoso sovrapporsi di utopie, nostalgie di grandezza “…great again!”.

Goya interpreta il tutto con “idioma universal”, la lingua delle immagini - subito intellegibile - e rappresenta l’uomo, un intellettuale, piombato in un improvviso torpore, proprio quando sta scrivendo e sulla scena planano mostri: uccelli notturni, pipistrelli, gufi, volti ghignanti, un felino che fissa come sfinge.

Con il torpore le pulsioni della mente hanno preso forma nello spazio; i mostri non vengono da fuori, come se gabbie si fossero aperte per liberarli: vengono da dentro, dagli abissi della mente, dal vagare delle fantasie, da sogni. Lo dice anche il Vangelo di Marco:

 Non c’è nulla fuori dall’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo… E’ dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: …avidità, malvagità…inganno, invidia, calunnia, superbia…” (Mc 7, 15-21)

Nell’incisione del “sonno della ragione” Goya ammonisce, mette in guardia sui rischi della ragione assopita.

Quando i mostri diventano progetti

I grossi guai della storia - sociale, anche individuale - accadono quando i mostri si materializzano in progetti che la stessa ragione - a cui sembrerebbero sfuggiti - elabora e realizza.

Esempio recentissimo

Nell’annuale parata militare recentemente svoltasi a Pechino - presenti oltre a Xi Jimping, Putin e Kim Jong - un su interminabile tappeto rosso steso sulla piazza Tienanmen - è sfilato il missile Dong Feng-5C.

 

PNG Dong Feng 5C

 

Il massimo risultato della ragione, forse una ragione troppo sveglia

I media cinesi informano che il missile balistico intercontinentale nucleare, fiore all’occhiello della flotta, ha una gittata superiore a 20.000 chilometri, in grado di mettere l’intero mondo nel raggio d’azione di Pechino. Pesa 183.000 chilogrammi, è lungo 33 metri, alto 32 con diametro di 3,4 metri; sono state già costruiti 30 esemplari.

Sembra probabile sia equipaggiato di testate multiple e indipendenti in grado di colpire più bersagli con un’unica arma.

Si tratta di ciclopico investimento tra ricerca, intelligenza, tecnologia, risorse; il suo ”senso ultimo” però scivola tra ragione e follia: distruzione totale, deterrenza, deliri paranoici o, “…avidità, malvagità…inganno, invidia, calunnia, superbia…”?

Quando gli uomini non ascoltano

In un manoscritto contemporaneo Goya titola l’incisione:

Quando gli uomini non ascoltano il grido della ragione, tutto muta in visione.

Oggi, circondati come siamo da visioni inquietanti e da progetti di futuro definiti da “ragione deformata”, bisognerebbe aggiungere: “Quando gli uomini non ascoltano il grido del buon senso…”: quindi oggi è il torpore del buon senso che genera mostri.

 

P.S.

Definizione di buon senso:
capacità naturale, istintiva di giudicare rettamente soprattutto in vista di necessità pratiche.

Da Manzoni “Promessi sposi” - cap XXXII: “Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paure del senso comune (oggi si chiama mainstream)”.

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