L'incontro scozzese tra Ursula Von der Leyen e Trump ha messo in luce un atteggiamento di umiliante sottomissione da parte di Ursula e di prepotenza da parte di Trump. Lo stile della democrazia non è questo
Molti giornali hanno parlato dell’aspetto “indecente” di Ursula Von der Leyen nell’incontro con Trump, in Scozia, per l’accordo sui dazi. Indecente non tanto per i contenuti dell’accordo, per tanti versi preoccupante, da quello che si sente e si legge. Ma per il modo.
Ho visto più volte la scena finale dell’incontro. La presidente della Commissione europea è apparsa come soggiogata dal bullo americano e lo si capiva da come guardava, da come sorrideva, da come parlava. Si è anche lasciata andare a un esplicito elogio di Trump - come se questo ne avesse bisogno – e Trump si è affrettato a confermare. Ovviamente. Il servilismo della Von der Leyen ha ricordato il servilismo ancora più smaccato esibito da Mark Rutte, segretario generale della Nato, in un incontro con lo stesso Trump, qualche settimana fa.
La Von der Leyen rappresenta tutta l’Europa. Quello è il suo ruolo. L’incontro ha detto che la Von der Leyen è molto più preoccupata di omaggiare l’interlocutore americano che di rappresentare i sudditi europei. E’ il fascino molto indiscreto del potere. La democrazia è soprattutto l’affermazione di leggi, di diritti, di dignità. In democrazia il piccolo ha tutti i diritti e in particolare il diritto a tutto il rispetto possibile perché è in democrazia e non perde né i diritti né il rispetto solo perché è piccolo.
Davanti a Trump la Von der Leyen ha dimenticato che l’Europa è grande (nel commercio l’Europa è interlocutrice comunitaria) e si è comportata come piccola. Ma, anche come piccola, ha dimenticato di avere diritti e, in particolare, il diritto al rispetto. Una abdicazione clamorosa dai suoi doveri. Non meraviglia che molti chiedano che se ne vada.
(Tra i critici ci sono Francia e Germania. I quali usano la loro forza e il loro prestigio per smarcarsi dall’Europa. Di conseguenza contribuiscono a rendere ancora più piccola la Von der Leyen e ancora più servile di fronte al bullo americano).