D'Alema ha incontrato Putin in Cina e ha riferito che il capo russo non sta bene. Ma le immagini pubbliche di Putin dicono tutt'altro. Il potere non ama esibire le proprie debolezze, il potere russo soprattutto. I Papi, invece...
Ha fatto parlare una rivelazione di Massimo D’Alema che riguarda Putin. D’Alema ha incontrato leader russo a inizio settembre in Cina, per la parata militare organizzata da Xi Jinping. Il suo racconto, reso pubblico qualche giorno fa, riaccende i sospetti sulle condizioni di salute dello zar: “Mi è sembrato di vedere Berlusconi nell’ultimo periodo”. Era molto affaticato e c'erano due persone a sorreggerlo”, ha detto D’Alema.
L’immagine di Putin descritta da Massimo d’Alema contrasta con le immagini recenti che i media hanno diffuso. Putin appare pimpante e molto in forze, con quel passo vagamente militare e le mani alzate a mezza altezza: pare il passo ufficiale in uso presso il KGB, dal qual Putin proviene.
Putin fa judo e lo si è visto diverse volte in pubblico. Ma non è l’unico. Il potere ama mettere in scena le proprie abilità sportive. Renzi gioca a tennis, Draghi ha fatto basket, Salvini fa jogging, Conte palleggia, Trump gioca a golf e il premier canadese Trudeau fa boxe. Eccetera.
Ma succede che anche i grandi si ammalino. Per tornare alla Russia, mi ricordo del caso di Breznev. Si era ammalato e non appariva più in pubblico. I suoi portavoce giustificarono l’assenza annunciando che il grande capo aveva preso un raffreddore. E il povero Breznev tanto starnutì che, alla fine, ci lasciò le penne. Giorgio Forattini commentò a modo suo quella morte, con una vignetta in cui si vedeva una cassa da morto e, sopra, il booble, la nuvoletta dei vignettisti con un “Ciff”. Insomma, una morte da starnuto.
Perché se un grande si ammala, è solo leggermente disturbato e se muore, muore solo un po’: muore starnutendo o starnutisce morendo.
Quindi. Non è dato sapere se Putin, quel giorno, quando ha incontrato d’Alema, era solo un po’ stordito. Ma è sicuro che Putin, finché sarà il grande capo, dovrà apparire grande, a prescindere.
(E i lettori possono abbandonarsi a qualche ricamo intellettuale confrontando le malattie così gelosamente nascoste dei grandi, con le malattie così generosamente esibite dei Papi, almeno quelli più vicini a noi: Montini, Woytjla, Ratzinger, Bergoglio... Ma il Papa non è Putin, per fortuna).
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