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Strada facendo

Meno male che Mattarella c’è

Il caso Roggero ha fatto esplodere le discussioni. Le sbavature dei politici e il “richiamo all’ordine” istituzionale da parte di Sergio Mattarella

 

 

E’ doloroso dirlo. Ma il gioielliere Roggero deve andare in prigione. Altrimenti si rischia – vedi i modi con i quali ha ucciso i malviventi – di regredire verso una forma sproporzionata di violenza, oltre lo stesso precario equilibrio dell’occhio per occhio, dente per dente”. Era, in estrema sintesi, la tesi della nota pubblicata ieri nel nostro blog.

La vicenda ha incendiato la discussione. In tutto il gran discutere hanno assunto un ruolo importante i politici, in particolare i ministri del governo e la stessa Giorgia Meloni, oltre al solito, ineffabile Vannacci. Vannacci e Salvini li citavamo già ieri. Ma le nuove notizie e le nuove prese di posizione rendono ragionevole tornare sui politici e sulle loro prese di posizione.

Dunque. Vannacci e Salvini invocano la grazia. Nordio, ministro della Giustizia, parte in tromba per la richiesta della grazia, tanto che Mattarella deve richiamarlo per ricordargli che la pratica della grazia è competenza del Presidente e non del governo. Meloni, ancora una volta la più furba, non invoca la grazia – evidentemente sa che non è competenza sua – ma protesta contro i risarcimenti. “Basta paradossi. Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”, afferma. Con una significativa dimenticanza: la sentenza non colpisce la difesa di Roggero, ma il modo: Roggero esce dal negozio, spara ai malviventi mentre stanno fuggendo, dà un colpo di piede a una che giace a terra… Se la difesa fosse avvenuta dentro il negozio, Roggero, probabilmente, sarebbe stato assolto o avrebbe rimediato un pena molto leggera.

Da tutte queste prese di posizione esce una sensazione piuttosto evidente e piusttosto preoccupante. I ministri che fanno le leggi in Parlamento, che le osservano mentre governano, sono i primi a scavalcarle invocando la grazia, dopo quattro livelli di giudizio, dopo che molti magistrati hanno deciso, concordemente, per la pena. Non solo, ma la scavalcano mentre la legge non ha ancora avuto seguito: molto di quello zelo si è manifestato prima che Roggero entrasse in prigione. Ora, i politici spesso rimproverano ai magistrati di fare i politici. Ma, questa volta, i magistrati, potrebbero rimproverare ai politici di fare i magistrati. Alla fine, dunque, le istituzioni rischiano di trasmettere ai cittadini un inquietante senso di disordine, dove si fa quello che non si dovrebbe e non si fa quello che si dovrebbe.

Bene ha fatto, dunque, Mattarella a convocare Nordio e a ricordagli che la grazia eventuale a Roggero non è di sua competenza e che ci vuole tempo per metterla in piedi. Si potrebbe dire che l’iniziativa di Mattarella è stata, alla lettera, un “richiamo all’ordine”, all’ordine istituzionale dopo il molto disordine dei giorni scorsi.

Si capisce che anche i commenti all’iniziativa di Mattarella si sono moltiplicati. Ne citiamo due che non appaiono, per quanto ci è dato sapere, nei giornali, nei telegiornali, nei siti.

Primo. Meno male che Mattarella c’è. Slogan popolare.

Secondo. San Sergio (Mattarella) intercedi per noi. Slogan di origine liturgica.  

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