Era atteso papa Leone per il suo viaggio in Francia. Francia, è la “fille ainée de l’Eglise”, la figlia primogenita della Chiesa. Primogenita ma, come spesso i primogeniti, un po’ inquieta soprattutto verso quella madre. Eppure, è stata una gran sorpresa.
Il giornale “La Croix”, cattolico ma molto “libero” anche nei riguardi della Chiesa, non ha dubbi. “Dans le coeur des Français”, “Nel cuore dei Francesi” è il titolo della prima pagina del numero di ieri, 29 settembre”. Nello stesso numero, Alain Rémond, nel suo “billet” – graffiante rubrica quotidiana, una specie di caffè di Gramellini alla francese – riassume il tutto con una frase a effetto: “Le pape a fait un tabac hier à Metz”. “Faire un tabac”, alla lettera “fare un tabacco” è un curioso modo di dire che significa “riscuotere un grande successo”. E di grande successo si è trattato, infatti, un tabaccone grosso così.
Si è parlato molto, nei giorni scorsi, dei motivi del successo che sono venuti dalla gente: paura del futuro, desiderio di leadership, ricerca di valori “altri”, spirituali soprattutto… Mi pare, però, che una qualche ragione del successo viene da lui, da papa Leone.
Un tratto mi ha personalmente colpito, uno tra i tanti. In mezzo alle folle enormi di questi giorni è stato sempre sorprendentemente padrone di sé, affabile, disponibile, sorridente nella misura giusta, dai gesti pacati e comunicativi. Anche quando stringeva poche mani, faceva capire che gli dispiaceva di non poterle stringere tutte.
In una atmosfera così piena di voglia di comunicare alcuni gesti si sono staccati come sintetici, riassuntivi. E’ apparsa anche su alcuni giornali italiani una foto che in Francia ha fatto grande impressione. Mentre percorreva la lunga e vasta Avenue des Champs-Elisées che va dall’Arc de triomphe a Place de la Concorde, il Papa ha visto tra la folla Marie-Garance, bambina gravemente disabile di 10 anni. La bambina è stata adottata da una coppia, Clotilde e Nicolas Noël, che ha dieci figli, di cui quattro disabili e adottati. L’immagine del Papa che la prende in braccio, la guarda, le dice qualcosa ha finito per far diventare quella foto una “foto simbolo”: così l’ha definita il Corriere della sera, come se tutte le attese, gli affetti, le curiosità si fossero concentrati sullo sguardo di papa Leone verso Marie-Garance.
Adesso spetta alla Chiesa francese, e non solo, chiedersi cosa fare di quell’entusiasmo e di quei gesti. Il Papa ha fatto il Papa. Poi tocca alla Chiesa dispiegare la sua pastorale di tutti i giorni, in tutti i luoghi, ben lontani da Place de la Concorde e dai Champs-Elisées. Si dice sempre, infatti, che il Papa non è la Chiesa. Vero, anche dopo i trionfi francesi di papa Leone.
Leggi anche:
Carrara