Per i bergamaschi camminare significa per lo più andare in montagna. Vette, pareti, scalate, lunghe escursioni, rifugi, vallate, dislivelli stratosferici e performance imbattibili…. Oggi che tutti si raccontano sui social, c’è da rimanere sbigottiti dalle imprese decantate da alcuni conterranei, capaci di “concatenare” vette come fossero grani del rosario. Come anche, in verità, si resta stupiti dalle ingenue domande di qualcuno per cui la montagna è un oggetto sì del desiderio, ma talmente sconosciuto da suggerire dei seri corsi di “avvicinamento” prima di avventurarsi sui sentieri.
Le Vie delle Orobie, la Via Mercatorum, la Via Priula
Ma anche in bergamasca e tra i bergamaschi/e si è fatto spazio il cammino come l’abbiamo inteso finora. Che ha un suo senso anche nelle Alte Vie delle Orobie (orientale e occidentale), per il lungo e lento trasferimento da un luogo all’altro (in genere un rifugio), ma che è una proposta ristretta a pochi, per il suo impegno, la necessità di allenamento, la quasi inesistenza di punti d’appoggio che non siano appunto i rifugi meta di tappa, l’impossibilità di abbandonare d’un tratto il cammino saltando su un bus o su un treno… Insomma, bello, ma altra cosa!
Sostanzialmente perduti al camminatore, ma da non dimenticare, sono sul nostro territorio la Via Mercatorum e la Via Priula: tracciati commerciali di mille anni il primo e di cinquecento il secondo - voluto da Venezia dominante per rimpiazzare e ammodernare il precedente, oltre che per motivi di conflitti con il Ducato di Milano – lasciano poche ma suggestive tracce (basti pensare ai borghi di Cornello dei Tasso, Piazza Brembana, Averara per la Mercatorum e ai ponti, la strada, la cantoniera di Ca’ San Marco per la Priula) che è doveroso conoscere, mantenere e valorizzare.
Il Cammino sul lago d’Iseo, quello da Brescia alla Franciatorta
Di contro, tra i cammini del nostro territorio, c’è una bella novità! Grazie all’iniziativa di Visit Lake Iseo, alcuni paesi rivieraschi del lago d'Iseo, bergamaschi e bresciani, hanno ottenuto un finanziamento di 150.000 euro per sistemare e collegare gli itinerari esistenti, escursionistici e pedonali, e dare vita al Cammino dei borghi riflessi (bel nome!). Un grande progetto che porterà a disegnare un percorso di 100 chilometri attorno al suggestivo bacino del Sebino, toccando tutti i comuni rivieraschi. Il via ai lavori dal prossimo anno.
Questo nuovo cammino – di taglio prettamente escursionistico-turistico, con il valore aggiunto di unire montagna e lago – intersecherà, nella stessa zona, la Via Valeriana (www.viavaleriana.it), un itinerario da Brescia alla Franciacorta, dal lago d’Iseo alla Valle Camonica e alla Valtellina, che ripercorre e amplia tracciati antichi di collegamento tra la pianura e le Alpi. È del 2018 l’idea di due giovani, Antonio Votino e Andrea Grava, di proseguire il lavoro di tracciatura e sviluppo dell’antico percorso, già effettuato sul Lago d’Iseo dalla Comunità Montana del Sebino, anche in territorio camuno. Provenendo da Brescia, il cammino (12 tappe e 190 km) scende sulla riva sinistra del Lago d’Iseo e poi risale la sinistra orografica della Valle Camonica fino al centro di Boario Terme, dove passa sulla destra orografica, per poi tornare sul versante sinistro da Edolo. Da qui il tracciato principale conduce al Passo dell’Aprica e poi al cinquecentesco Santuario della Madonna di Tirano, in Valtellina, ma una variante resta in Val Camonica e porta a raggiungere il Sacrario dei Caduti al Passo del Tonale.
Il Cammino sulla leggenda di Carlo Magno
La Via Valeriana si collega al Cammino di Carlo Magno (https://www.camminodicarlomagno.it/) promosso dagli stessi intraprendenti giovani. Inizialmente il progetto si è sviluppato con cinque tappe in Valle Camonica, da Lovere a Ponte di Legno, partendo dalla ricerca culturale svolta nel 2012 dalla Comunità Montana di Valle Camonica sulla leggenda di Carlo Magno, in collaborazione con il CAI di Brescia, che avrebbe intrapreso un cammino di conquista da Bergamo al Trentino. Nel novembre 2021 il Cammino è stato allungato con tre tappe da Bergamo, alle valli bergamasche (Valli d’Argon, Val Cavallina e Val Borlezza), a Lovere.
Nella primavera 2022 il Cammino si allunga di altre quattro tappe in Trentino (Val di Sole e Val Rendena) fino a Carisolo per completare il percorso. Totale 12 tappe per 225 km, per un cammino “leggendario”, che si collega poi a numerosi altri percorsi nel nord-est italiano e che incontra numerose testimonianze storiche non solo coeve a Carlo Magno: basti pensare alle incisioni rupestri di Capo di Ponte.
Sempre in zona lacustre troviamo il Cammino dei Tre Laghi (www.camminotrelaghi.com): il percorso tocca il lago d’Iseo, il lago di Endine e il piccolo lago di Gaiano, collegando i maggiori luoghi di interesse e i più bei punti panoramici del territorio. Si tratta di un ibrido tra un cammino classico e un trekking, è molto vario e alterna ampi tratti in piano ad altri di decisa salita e discesa, passando dalla quota minima del lago d’Iseo (185 mt) a quella massima del monte Colombina (1458 mt). È un percorso ad anello essenzialmente paesaggistico, che parte ed arriva a Sovere in sei tappe e 100 km.
Bergamo, Brescia e la Via delle Sorelle che le unisce
Il 2023, che ha visto unite Bergamo e Brescia quali “Capitale della cultura” ha dato vita anche a un cammino che unisce le due città: si tratta della Via delle Sorelle (www.laviadellesorelle.it/), sei tappe e 130 km per unire i due capoluoghi simboli della tragedia del Covid, attraversando 36 comuni.
Il cammino, che si sviluppa in gran parte sulla parte collinare delle due province, vuole essere un’arteria verde alla scoperta di luoghi meno conosciuti, vie antiche e itinerari, tradizioni e prodotti dei territori, con l’Arte al centro. Infatti, una caratteristica del percorso- bidirezionale - è che si tratta di un cantiere creativo a cielo aperto tra due città, ospitando opere d’arte lungo le tappe. Le opere hanno requisiti precisi: sono di carattere permanente, raggiungibili esclusivamente a piedi, correlate per materiali o temi all’identità naturale, storica, sociale e culturale del territorio attraversato dal Cammino, portatrici dei valori di bellezza, solidarietà, sostenibilità, ecologia e condivisione, capaci di dialogare armoniosamente con il paesaggio nel quale sono installate, di basso o nullo impatto ambientale.
Va detto che anche i nostri alpinisti (bergamaschi e bresciani) non hanno rinunciato a lasciare un segno nell’anno della Cultura: si tratta del Sentiero dei Laghi Alto, che si snoda a quote comprese tra i 1000 e i 2500 m ca. ed è riservato a escursionisti esperti. Segue in 13 tappe lunghi tratti del Sentiero delle Orobie con deviazioni sulla "Via Geoalpina". Il progetto, organizzato e gestito dalla sezione CAI di Bergamo in collaborazione con le sezioni e sottosezioni CAI bergamasche e bresciane che si trovano lungo il tracciato, si propone di realizzare un “Museo permanente a cielo aperto” nelle valli orobiche bergamasche e bresciane, individuando tre percorsi.
Analogo è il Sentiero dei Laghi Basso che “viaggia" a quote tra i 600 e i 2000 m c.a, adatto a una fascia più ampia di escursionisti rispetto a quello "Alto". Collega il lago di Lecco con quello d'Iseo (ove converge il Sentiero "Alto") per proseguire nella parte bresciana in un unico percorso. Per info su entrambi i percorsi (e altri, a carattere alpinistico): https://www.caibergamo.it/geoportale/itinerari.