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Camminando s’apre cammino

Cammino di Santiago, oltre 530.000 pellegrini nel 2025

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E questo, prima che uscisse il film di Checco Zanone, Buen Caminoil, il 25 dicembre scorso. che ha acceso l’attenzione sul fenomeno del Cammino di Santiago de Compostela, suscitando un grande dibattito tra gli appassionati del celebre Cammino, divisi tra chi ha  accettato la divertente provocazione e chi si è indispettito per la lesa maestà….

 

85 itinerari per andare a Santiago. Un Atlante per scegliere

A fine anno il film avrà promosso effettivamente la frequentazione del Cammino (o più generalmente dei cammini)? Vedremo. Vedremo  se dalla poltrona cinematografica ci sarà stato il passo successivo con gli scarponi ai piedi.

Giusto il mese prima, l’editore Terre di mezzo, da 25 anni leader in Italia nel settore delle guide del Cammino di Santiago e dei Cammini italiani, ha pubblicato lo strumento ideale per chi vuole approcciarsi a questo mondo: l’atlante dei Cammini di Santiago. Il volume raccoglie tutti gli itinerari che conducono a Santiago, dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia all’Italia, fino ai percorsi meno noti che attraversano l’Europa: si tratta di ben 85 itinerari, con origine da tutt’Europa, che danno un’efficace idea del “peso” di questo storico pellegrinaggio.

Alle origini. L’apostolo, il martirio, la tomba

La storia del Cammino di Santiago inizia con la scoperta delle presunte reliquie di San Giacomo il Maggiore, il primo apostolo di Gesù a morire per la fede cristiana su ordine di re Erode Agrippa nel 44 d.C.  Come recita la Legenda Aurea  legata al Cammino di Santiago, dopo l’ascesa di Gesù al cielo, San Giacomo il Maggiore inizia la sua opera di evangelizzazione della Spagna fino nella regione della Galizia. Rientrato in Palestina fu decapitato. Secondo la leggenda, per volontà dei suoi discepoli, il corpo di San Giacomo fu trasportato in Galizia presso Iria Flavia, il porto più importante della Spagna, tramite una barca guidata da un angelo e fu sepolto in un bosco nei dintorni.

Per diversi secoli, a causa delle persecuzioni, fu proibito far visita a quei luoghi finché nel 813 d.C., l’eremita Pelagio, originario di Padròn, ebbe la visione di un angelo che gli mostrò delle luci dalla forma di stelle sul monte Liberon, luogo di un antico villaggio celtico. La curiosità spinse il vescovo Teodomiro ad esplorare quei luoghi trovandovi una tomba contenente tre corpi, uno dei quali con la testa mozzata. La tomba recitava la frase “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomè”. Pare quindi che la parola Compostela derivi dal latino “Campus Stellae”, ovvero campo della stella, oppure “Campos Tellum”, terreno di sepoltura.

La scoperta portò il Re Alfonso II, bisognoso di coesione interna e di sostegno esterno per il suo regno, a compiere un pellegrinaggio – proclamato nel suo regno e fuori di esso – verso una nuova meta, Santiago de Compostela, in un momento in cui l’importanza di Roma era diminuita e Gerusalemme non era accessibile perché era nelle mani dei musulmani. Il Re Alfonso II diventa così il primo pellegrino a compiere il Cammino di Santiago nel 820.

Il luogo, il pellegrinaggio, i pellegrini

 

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A poco a poco la città di Santiago si sviluppò. In primo luogo, fu istituita una comunità religiosa permanente per la cura delle spoglie, formata dal vescovo di Iria e dai monaci di Antealtares, in cui si è insediata spontaneamente una popolazione eterogenea, anche se composta principalmente da emigranti provenienti dai villaggi vicini, e si intensificò con il progredire del pellegrinaggio per motivi religiosi in tutto l’Occidente peninsulare, rafforzato dal privilegio concesso da Ordoño II, Re di Galizia e Leon, nel 915, che stabilì che chiunque fosse rimasto per quaranta giorni senza essere rivendicato come servo sarebbe stato considerato un uomo libero con il diritto di risiedere a Compostela. Il primo abitante conosciuto di Santiago de Compostela è, infatti, uno straniero: Bretenaldo Franco, la cui menzione più antica corrisponde all’anno 955.

Storicamente le persone compivano il pellegrinaggio a Santiago de Compostela come penitenza per liberarsi dai peccati commessi, ma il cammino poteva anche essere ordinato da un giudice come pena per un reato. Un altro motivo per fare il Cammino di Santiago una richiesta di guarigione o di grazia.

Il pellegrinaggio storicamente iniziava sempre da casa propria. Una recente scoperta ha confermato che i primi pellegrini avevano uno status sociale più alto di quello che si poteva pensare e dopo la loro morte, tornati in patria o meno, venivano sepolti insieme alla loro conchiglia; inoltre, che nella prima fase provenivano soprattutto da contesti urbani, più che dalla campagna, e che una buona parte di loro erano donne.

Il Cammino esperienza di vita e non solo di fede

Tra alti e bassi, il Cammino è sempre stato frequentato, da ormai 1.200 anni. Dal 1990 (prima si contava un migliaio di pellegrini l’anno) si è assistito a una crescita inarrestabile e i dati del 2025 confermano che il Cammino di Santiago è entrato in una nuova fase storica. Non si tratta più solo di un fenomeno religioso o turistico: è un grande sistema di mobilità lenta, internazionale, distribuito su più itinerari e con una stagionalità sempre più articolata. Nel 2025 sono stati registrati 530.987 pellegrini, con una crescita del 6% rispetto al 2024. Di questi, 228.527 sono spagnoli e oltre 297.000 stranieri, che rappresentano ormai il 57% del totale. Il Cammino è sempre meno “spagnolo” e sempre più globale.

Gli italiani, storicamente la prima popolazione sul Cammino dopo gli spagnoli, sono scesi al terzo posto, cedendo il passo ai cittadini statunitensi che con latinoamericani e australiani stanno crescendo in maniera impressionante. Le donne sono in  maggioranza, mentre crescono i pellegrini che sono ancora attivi sul lavoro, riducendo la quota dei “pensionati”. Il 46,6% dichiara di incamminarsi per un motivo religioso, il 33,8% religioso + altri motivi, il 19,6% non religioso. Quasi un pellegrino su cinque cammina senza motivazioni spirituali.

Il Cammino è sempre più una grande esperienza di vita, non solo di fede.

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