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L’abbé Pierre, religioso e molestatore di donne

L'abbé Pierre, popolarissimo apostolo dei poveri, è accusato di aver molestato donne.
Il disagio di fronte a denunce di fatti avvenuti cinquant'anni fa.
Ma disagio ancora più grave: non solo il celibato tradito, ma molestie e violenza

La denuncia, l'inchiesta

Un altro “santo” snicchiato. La Croix di oggi dà una notizia, ampiamente ripresa di siti e giornali. L’abbé Pierre è stato accusato di essere un molestatore di donne. Il religioso sarebbe stato responsabile di numerosi episodi di violenza e molestia sessuale, da lui commesse tra la fine degli anni ’70 del secolo scorso e il 2005. L’indagine è partita un anno fa dalla denuncia di una donna ma da subito è stato chiaro che non si trattava di un episodio isolato. Per questo Emmaus international, Emmaus France e la Fondazione Abbé Pierre hanno incaricato una società esperta nella prevenzione della violenza, il gruppo Egea, di raccogliere le altre denunce. In particolare, sono state ascoltate le testimonianze di sette donne. Una di loro «era minorenne all'epoca dei primi fatti. Secondo le informazioni raccolte, diverse altre donne hanno subito episodi simili, ma non sono state ascoltate». Di lì in poi, prosegue il comunicato, «è stato messo a punto un sistema di raccolta di testimonianze e di sostegno, strettamente confidenziale, rivolto alle persone che sono state vittime o testimoni di comportamenti inaccettabili da parte dell'Abbé Pierre». L’indagine ha condotto alla compilazione di un documento di otto pagine. Lo stesso articolo della Croix riconosce che il documento è insufficiente e che sarebbero necessari approfondimenti. Ma riconosce anche che gli elementi raccolti sono convergenti e significativi, quindi credibili. L’abbé Pierre è morto il 5 agosto del 2007, all’età di 94 anni.

Non basta essere l'apostolo dei poveri

Dai semplici dati emergono alcuni elementi che fanno riflettere. Le molestie sessuali sarebbero proseguite fino al 2005, quando l’abbé Pierre aveva 92 anni. Possibile, naturalmente, ma, forse da verificare. Pure per l’abbé Pierre si rinnova il fenomeno: alcune accuse – alcune soltanto – riguardano fatti che risalgono a circa cinquant’anni fa. Anche questo è possibile, ma resta la perplessità circa ritardi così pesanti su fatti così gravi.

E poi, alla fine di tutte le consierazioni possibili, resta la mestizia che un prete così impegnato e così generoso sia risultato colpevole di colpe così sgradevolmente gravi. L’abbé Pierre aveva confidato, da vivo, la sua difficoltà ad osservare il celibato. Ma qui non si tratta solo di celibato, ma di violenze su donne. Non si tratta soltanto di un prete che “non ce la fa” a vivere il celibato. Un prete non vive il proprio celibato anche quando incontra donne perfettamente consenzienti. Qui c’è molto di più: molestie su donne non consenzienti e in alcuni casi minorenni. 

Ormai anche questo caso ribadisce la situazione disperata in cui si trova costantemente la Chiesa. Costretta ad annunciare cose altissime si trova a dover fare i conti con la sua situazione concreta che nega clamorosamente quello che annuncia. In qualche modo, è prigioniera di se stessa. E lo è sempre più adesso, quando la cultura che la Chiesa respira è molto lontana dai suoi valori. E’ una cultura che vede benissimo gli scandali ma capisce pochissimo il messaggio. 

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