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La settimana dei cattolici a Trieste. Riflessioni

La 50ª edizione delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, intitolata:  "Al cuore della democrazia. si è svolta dal 3 al 7 luglio a Trieste.
Sono intervenuti Papa Francesco e il Presidente Mattarella.

Nonostante la mia lontananza fisica, ho seguito gli eventi attraverso i media e ho cercato di percepire e rappresentarmi il clima sociale dell’incontro. Gli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente della Conferenza Episcopale Mons. Matteo Zuppi e le parole conclusive del Papa hanno sicuramente avuto un impatto significativo. Tuttavia, ciò che mi interessava di più era comprendere l’atmosfera tra i partecipanti a Trieste.

La Chiesa italiana e le provocazioni della nuova società

In un contesto in cui le chiese si svuotano e la frequenza ai sacramenti diminuisce, ho avvertito la necessità di andare oltre i discorsi e di valutare se la sensazione di un cristianesimo in difficoltà e una Chiesa in affanno, a causa di questioni interne ed esterne come abusi, operazioni affaristiche, moralismo e dominanza maschile, influenzassero il corpo vivo e militante riunito a Trieste.

La mia prima impressione dai resoconti giornalistici è stata quella di trovarmi di fronte a una realtà viva e desiderosa di contribuire alla Chiesa, alla società e all’impegno politico. Tuttavia, agire con fede in un contesto politico e sociale attraversato dal pluralismo morale non è facile. I credenti devono essere persone libere, evitando l’isolazionismo e la creazione di colonie autoreferenziali. Devono superare vecchi paradigmi, egoismi e la volontà di dominio sociale, politico e culturale.

Agire con fede in un contesto politico e sociale attraversato dal pluralismo morale non è facile

Pensare e agire per una Italia intesa come una comunità ospitale, vitale e inclusiva richiede il superamento della logica patriarcale, maschilista e colonialista e clericale. Dobbiamo anche riflettere profondamente sul modello di economia in cui viviamo, andando oltre i dogmi marxisti e liberisti. Il capitalismo attuale non funziona per la maggioranza delle persone, poiché comporta disuguaglianze nell’istruzione, nella sanità, nello stile di vita e nelle relazioni umane.

Le sfide sono immense, ma porsi “al cuore della democrazia” in un mondo dominato dalla ragione tecnologica, dagli algoritmi e dalla mercatocrazia diventa una sfida per i cristiani e per la Chiesa. Il compito dei credenti è di stare nel mondo anche quando la religione e l’appartenenza confessionale non rappresentano più un fattore di condivisione. In questo contesto la Chiesa come comunità deve essere uno stimolo per una ricerca profonda e radicata di un umanesimo planetario e della cura dell’uomo e del pianeta. Questo è ciò che per me rappresenta la sinodalità.

"Al cuore della Democrazia". Mentre la democrazia è in crisi

Il titolo della Settimana Sociale a Trieste, “Al Cuore della Democrazia,” è molto impegnativo. Il Presidente della Repubblica, il presidente della CEI e il Papa ci hanno fornito un impianto teorico e culturale di notevole livello che può accompagnare l’impegno di rinnovare la democrazia italiana e europea. Il declino della partecipazione democratica nel nostro paese è stato influenzato dall’esaurirsi delle forze politiche che avevano contribuito a scrivere questa storia. Serve rammentare i percorsi nella misura che si individuano nuove mete e mettere in campo la volontà e il desiderio di continuare a scrivere nuovi capitoli, con la speranza nel cuore e la consapevolezza dell’importanza di un impegno collettivo e plurale per il bene comune.

Quando si perde la relazione tra pluralismo e bene comune, la democrazia inizia a declinare

Quando si perde la relazione tra pluralismo e bene comune, la democrazia inizia a declinare, lasciando spazio al trionfo degli interessi privati, della corruzione, del malaffare e al populismo demagogico. Passando così dalla politica fondata sulla ragione a quella animata dalle emozioni, che si basano sulla pretesa di possedere la verità.

Da Trieste emerge un messaggio chiaro sulla necessità e l’urgenza della presenza dei cattolici in politica, non solo per se stessi, ma per il bene del paese e della sua democrazia. Si tratta di inaugurare una nuova stagione di impegno che non si basi solo su appartenenze partitiche, ma che sia sociale e rispettosa del pluralismo. Le diverse militanze politiche dovrebbero sempre prestare massima attenzione agli ultimi e tendere a un modello di valori che garantisca lo sviluppo e la dignità della persona umana.

Non basta commentare i testi

Terminato l’incontro a Trieste, è importante diffondere lo spirito sinodale che si è respirato a Trieste e superare la vecchia abitudine di commentare i testi e arricchire la propria biblioteca, per poi tornare alla normalità del prima.

Nelle parrocchie e nei territori si dovrebbe dare vita esperienze significative di partecipazione

Credo che sia necessario per non rendere vano lo sforzo fatto a Trieste che a livello di base, nelle parrocchie e nei territori, si attivino forum di cittadinanza aperti a tutte le persone di buona volontà. Questi luoghi dovrebbero favorire il dialogo, la ricerca e la partecipazione, affrontando e discutendo le decisioni delle istituzioni e proponendo progetti di intervento. Inoltre è oggi urgente un forte impegno per portare al centro del dibattito politico, sociale e culturale due categorie fondamentali per il rinnovo del sistema democratico e dell'economia: l’ecologia integrale e il principio di fraternità.

Attraverso questi forum, dovrebbe nascere un modo di vivere insieme lo spazio pubblico, creando una nuova classe dirigente e promuovendo la partecipazione politica.

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