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Comunità o comodità? La liturgia in diretta streaming

Nel tempo della pandemia, soprattutto quando, nel 2020,
per diverse settimane non è stato possibile celebrare l’Eucarestia nelle nostre chiese
con la presenza dei fedeli, molte comunità hanno fatto ricorso alla diretta streaming.

Si sono utilizzati soprattutto i canali YouTube delle parrocchie, per far giungere presso le case dei fedeli la trasmissione della S. Messa.

Pareri diversi sul passato

Ricordo bene che, già allora, i pareri si divisero. Teologi importanti hanno riflettuto su questa scelta e ne nacque un dibattito significativo tra favorevoli e contrari.

Riconosco come fondate e coerenti le riflessioni di chi sosteneva, per motivi teologico/pastorali e di teologia sacramentaria, la non opportunità di trasmettere le Messe in streaming.

Io, però, continuo a sostenere che, in quel periodo, fu una scelta buona. La gente, che non poteva uscire di casa, poteva vedere, seppur tramite televisore, la sua chiesa, e poteva ascoltare i suoi preti che celebravano l’Eucarestia, rivolgevano la loro parola alla comunità, cercavano di tenerla unita in un momento di dolore collettivo.

Decisioni diverse per il presente e il futuro

Oggi, però, queste motivazioni (grazie a Dio!) non sussistono più e credo sia il tempo di sospendere la trasmissione delle Messe dalle parrocchie. Lo sostengo fermamente perché vedo il rischio che il permanere di questa scelta non sia più a favore della comunità, ma soltanto della comodità.

Un inciso: so bene che lo strumento della trasmissione streaming è apprezzato da diverse persone anziane. Così come è apprezzato dalle case di riposo che possono in questo modo permettere ai loro ospiti di seguire la Messa trasmessa nella loro chiesa e celebrata dai loro preti (per gli anziani questo non è poco). Ed è apprezzato anche  per le persone con disabilità che sono impossibilitate a raggiungere la chiesa. Per loro, lo dico sinceramente, mi dispiace. Credo però possano essere trovate soluzioni ugualmente buone. Molti anziani hanno le radioline parrocchiali, noi sacerdoti speriamo di riprendere ad andare più spesso di persona per celebrare nelle strutture residenziali. Va ricordato, poi, che ci sono ogni giorno trasmissioni in diretta delle Messe da Lourdes, Pompei, Roma o altri luoghi.

La messa dal divano di casa

Gli altri fedeli, invece, devono riprendere a partecipare alla Messa in presenza. Mi ha molto preoccupato ascoltare ripetutamente, nelle confessioni pasquali, da parte di giovani genitori, frasi quali: “Per fortuna c’è YouTube per sentire un pezzo di Messa la domenica… Così si può ascoltarla dal divano… Se devo stirare riesco a far quello mentre sento la predica… E poi almeno anche mio figlio adolescente sta lì 10 minuti... Anche se col telefono perché sai... E' in casa sua..”.

Bastano queste affermazioni per capire che è davvero tempo di fermarsi, perché ora proseguire sarebbe un errore. Non possiamo dimenticare che la comunità ha bisogno di incontri, presenza... corporeità! Dobbiamo davvero celebrare stando insieme nello stesso luogo, come i discepoli nel cenacolo. Non esiste la comunità cristiana virtuale, che sarebbe peraltro una preoccupante negazione dell’Incarnazione.

Il rischio di dimenticare "la carne del Verbo"

Infatti, crediamo nel Verbo che si è fatto carne per porre la sua dimora in mezzo a noi... La carne del Figlio è decisiva per la nostra salvezza... E noi costruiamo la comunità virtuale? No, non s’ha da fare! Peraltro, come ho affermato, provocatoriamente, durante l’ultimo Consiglio Pastorale in una delle mie comunità di servizio sacerdotale, se si proseguisse con le Messe online, perché allora non fare anche altro allo stesso modo?

Dicevo infatti: “Con questi strumenti avremmo risolto uno dei problemi più grandi che abbiamo: la carenza dei catechisti. Con tre o quattro catechisti bravi, basterebbe registrare brevi incontri di catechesi e inoltrarli alle famiglie via mail...  Pensate: con alcune ore di lavoro a settembre, registreremmo le catechesi di un anno e tutti staremmo tranquillamente a casa nostra i mesi successivi.

Non solo! Avete presente la fatica crescente in questi anni per via delle agende strapiene di impegni dei ragazzi? Quanta fatica trovare giorni e orari per la catechesi tra chi gioca a calcio, chi fa pallavolo, chi pratica triathlon, chi suona la chitarra e chi il lunedì ha pianoforte, il mercoledì nuoto e il venerdì danza... E chi deve studiare in modo matto e disperatissimo. Con le catechesi Youtube ciascuno, se volesse, potrebbe guardare la catechesi quando è libero dai tanti impegni. Eppure, giustamente, mi dite che sarebbe sbagliato, perché i ragazzi devono incontrarsi, i catechisti devono stabilire relazioni con loro. Benissimo... Se è così per la catechesi, non deve esserlo per la Messa?”.

Solo qualche eccezione

Qualche eccezione può rimanere: penso alla celebrazione di Prime Comunioni e Cresime... Dove è impossibile che i molti parenti di ciascun ragazzo siano presenti in chiesa per motivi di spazio. Così come a serate formative che potrebbero essere registrate e caricate sul canale YouTube della parrocchia per essere viste in diversi momenti.

Potrebbe esserci davvero un ottimo archivio parrocchiale costituito da registrazioni di incontri formativi, utili a ricostruire in futuro il cammino delle nostre comunità cristiane.

Ma la celebrazione eucaristica richiede che ci siamo noi, con la nostra fatica, magari il nostro sonno o la mente che pensa ad altro in alcuni momenti. Ma saremo lì, insieme, riuniti nel nome del Signore, alla mensa della Parola e del pane di vita.

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Bartoli

3 commenti

  1. Sono d’accordo, in massima parte,anche se mi mancherà la recita delle Lodi e la celebrazione della S. Messa al mattino. È vero che ci piace la comodità , e la pigrizia,in ambito religioso, è il difetto più grande , e parlo di me in primis . Il rischio più grande che si corre, con le funzioni via streeming, è quello di favorire l’ idea della religione come rapporto strettamente personale tra noi e Dio. La Comunità è molto importante, perché nella comunità si cresce, perciò bisogna sforzarsi di ” fare comunità “, ma penso che non sarà soltanto il non trasmettere la S. MESSA A RISOLVERE IL PROBLEMA!! Comunque grazie don, per le sue riflessioni.

  2. Caro don Alberto, come concordo con le tue considerazioni! Certo, la proposta di sospendere le trasmissioni della Messa domenicale tramite i canali you tube domanderà ulteriore riflessione nelle varie situazioni.

  3. Non so, rimango perplesso.
    Da una parte si dice dell’importanza del poter seguire la Messa della propria Chiesa e dei propri preti per le persone che non possono recarsi in Chiesa, malati, anziani, disabili, case di riposo ecc.
    Si dice pure che dispiace per loro ma dall’ altra parte ciò che viene prospettato va proprio contro di loro, i più deboli, che sicuramente ci rimetteranno.
    Perché la Messa in TV su altri canali non è lo stesso che seguire quella della propria Chiesa celebrata dai propri preti.
    Perché le radioline, a parte che sono limitate all’ audio ovviamente, non è che si sentono benissimo e in alcune zone del paese non si prende il segnale.
    Inoltre le radioline, essendo particolari perché la trasmissione avviene su una banda di frequenza a se stante e al di fuori delle normali frequenze/bande a disposizione di tutte le radio riceventi in commercio, si devono forzatamente acquistare, mentre seguire su youtube, magari con l’aiuto di parenti (il cui coinvolgimento è comunque positivo), è possibile a tutti e gratis.
    Sembra che il problema si riduca al mezzo tecnologico, radiolina si, youtube no.
    Per quel che riguarda le persone che seguono la Messa su youtube solo per comodità pur potendo andare in Chiesa, non saprei quante possano essere (credo poche) ma la loro motivazione del seguire la Messa, dell’ essere Cristiano, presumo non sia particolarmente profonda, motivo per cui se viene tolto il servizio non gliene fregherebbe assolutamente nulla e se gli gira seguiranno un’altra Messa trasmessa da altro luogo altrimenti faranno a meno.

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