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Strada facendo

Smarrimento

notte

 

E’ stato detto – mi pare che a dirlo sia stato Jacques Maritain - che i credenti di tutte le epoche hanno affermato che la loro epoca era sempre la peggiore di tutte. A guardare indietro si ha la sensazione che, molte volte, avevano ragione a pensarla così. Oggi però sembra che non siano soltanto i credenti a pensare così, ma che tutti, ma proprio tutti, sono d’accordo nel pensare che la nostra epoca è la peggiore. E anche stavolta pare che ci siano buone ragioni a riprova.

Oggi forse alle molte ragioni oggettive si aggiungono le molte informazioni che ci assicurano che è proprio così. L’informazione, appunto. I grandi drammi, infatti, ci arrivano quotidianamente a casa perché un’ondata continua di notizie ci assale. Impossibile tirarsi fuori. Così la guerra in Medio Oriente e quella in Ucraina è come si l’avessimo sotto le finestre di casa. E’ impossibile stare tranquilli. Il mondo globalizzato è anche un mondo rimpicciolito e ravvicinato.

Noi, gente di questo inizio di nuovo millennio, ci ritroviamo, dunque, senza molta memoria di quello che è stato e disponiamo di poca speranza per quello che sarà. Passato e futuro non ci consolano perché non sono tali da rappresentare un’alternativa a quello che ci passa sotto gli occhi e a quello che ci entra nelle orecchie.

La fede stessa rischia di imbastardirsi. Invece di essere la ragione forte per buttarci dentro nella storia che viviamo, diventa, talvolta, il pretesto per tirarcene fuori.

Attraversiamo tempi di grande smarrimento.  

1 commento

  1. Sarà un’osservazione banale, la mia, ma come si fa a pensare che la nostra epoca sia peggiore, per esempio, degli anni 1914-1945, che hanno visto due guerre mondiali e alcune dittature in Europa (nazismo, fascismo, stalinismo, franchismo) tra le peggiori e più sanguinarie che si siano mai viste? E si potrebbero ricordare, per la seconda metà del Novecento, altri fatti gravi e drammatici

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