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A proposito di Ornella Vanoni e del suo funerale

Vanoni

 

Se ne è andata “senza disturbare”, lasciando dietro di sé il ricordo della sua allegria e della sua ironia, oltre che del suo inimitabile modo di cantare

 

 

Normalmente non mi occupo dei vari Baudo, Carrà, Kessler e via dicendo, che ci hanno ormai lasciato e che hanno comunque fatto parte, in qualche misura, della nostra vita.

Ornella, la signora, partita alla chetichella

Faccio però un’eccezione per Ornella Vanoni, le cui canzoni hanno davvero segnato vari momenti della mia esistenza, come del resto quella di tanti altri, specie della mia  generazione.

E di questo sarò sempre grata a lei, Ornella, vero mito, signora, anzi icona – per usare un termine di moda - della musica leggera.

Se ne è andata all’improvviso, quasi in punta di piedi, “alla chetichella”( avrebbe detto mia suocera, con una della sue espressioni favorite), senza dar fastidio a nessuno: un bel colpetto … e via!

Sapeva guardare con ironia anche alla propria morte

Una fine che tutti ci augureremmo, una fine comunque un po’ annunciata, data la sua età avanzata. Grazie alla quale lei stessa aveva pensato al suo funerale, incaricando Paolo Fresu di suonare, trovando nel suo fornitissimo guardaroba un vestito adatto  (di Dior, così “faccio bella figura”) e raccomandando di prendere una bara non troppo costosa (“tanto la bruciano”), con quell’ironia leggera che la contraddistingueva.

Già, l’ironia, che le permetteva in questi ultimi anni di presentarsi come una donna libera, laica e intelligente, con il coraggio di dire quello che voleva, con totale indifferenza nei confronti del politicamente corretto e del galateo televisivo. Ospite perfetta, perciò, di tante trasmissioni.

Nonostante i labbroni “a gommone”e il botulino che ne stravolgeva i lineamenti, gonfiandole le guance oltremisura, portati però con estrema nonchalance.

Tuttavia confesso di non aver mai seguito “Che tempo che fa”, noto programma della 9, dove la Vanoni aveva un posto fisso per la sua vitalità straordinaria, l’allegria, la voglia di proiettarsi verso il futuro. La vecchiaia le consentiva di scherzare e raccontare aneddoti, e di esprimere le sue idee senza alcuna remora.

Una voce dalla sfumature incredibili

Un po’ troppo, secondo me. Penso infatti che a una certa età sarebbe stato meglio non esibirsi a quel modo e ritirarsi dalle scene, come del resto hanno fatto molti suoi colleghi, Mina e la Loren, per fare qualche nome.

Non mi pare fosse così agli inizi della carriera: vecchi filmati in bianco e nero ce la mostrano infatti timida e beneducata, colta, esile, raffinata, elegantissima e molto bella.

E proprio così vorrei ricordarla, aldilà di successi e amori difficili che ne hanno segnato la vita, ma soprattutto per la sua voce, ben lontana dalle convenzioni melodiche . Una voce dalle sfumature incredibili: ora tenera e vellutata, ora dolce, ora capace di grande forza, ora bassa e morbida, ora alta . Una voce particolare, solamente sua, dalla sonorità complessa e raffinata, sempre in sintonia con la musica e il testo che stava cantando.

Grazie per averci dato tutto questo.

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