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Strada facendo

“Meloni non è la mia Presidente e io non sono cittadino italiano”

Giorgia Meloni

 

Giorgia Meloni non è la mia presidente del Consiglio. E io non sono italiano. Sono le due necessarie conclusioni che devo trarre dopo aver letto e ascoltato il discorso che la Meloni ha pronunciato alla Camera e al Senato l’altro ieri.

 

 

Intendiamoci. La risposta è facile: figurarsi, Meloni resta stabilmente a capo del Governo e io non ho fatto domanda di cittadinanza presso uno Stato diverso dall’Italia. Ma la mia affermazione perentoria era per dire perentoriamente non quello che sono ma quello che sento di essere: i miei sentimenti di cittadino di questo Paese, insomma.

Molti commentatori, ieri, a caldo, hanno detto e ridetto: Giorgia Meloni ha iniziato la campagna elettorale. In altre parole, le cose dette, il modo di dirle hanno fatto passare l’idea che, ancora una volta, Meloni ha parlato per rincuorare “i suoi” e per attaccare “gli altri”, appunto come si fa in una campagna elettorale. Dove “gli altri” sono quelli che non votano per lei. La Meloni fa sempre così.

Si pensava che, una volta diventata Presidente del Consiglio, si sarebbe preoccupata di parlare di tutto a tutti. Un responsabile di partito, infatti, usa il suo partito per fare bene il Presidente. Meloni, invece, fa esattamente il contrario: usa il suo ruolo di Presidente per fare bene il responsabile di un partito. La Meloni, infatti, non sta sopra le parti, ma si butta dentro in una delle parti. Diventa amicissima di quella parte e nemica di tutte le altre (e si capisce che le percentuali di gradimento di lei e del suo partito non abbiano perso gran che, anche dopo la batosta del referendum: Meloni ha usato il suo enorme potere per rincuorare quelli che la rincuorano e ci è riuscita benissimo).

La conclusione che io, cittadino italiano, sento – quello che sento, ripeto, e non quello che risulta dalla mia carta di identità - è cosa semplice e drastica. Per sentirmi pienamente italiano dovrei votare come Giorgia Meloni, ma io non voto come Giorgia Meloni, quindi non posso sentirmi italiano. In altre parole, e semplicissimamente detto: Meloni non è la mia presidente e io non sono cittadino italiano. Punto.

P.S. Giusi Bartolozzi, la dimissionaria capo di gabinetto del ministro Nordio, aveva detto, tempo fa, che, se avesse vinto il “no” al referendum, sarebbe fuggita via dall’Italia. Il no ha vinto ma non risulta che la Bartolozzi sia diventata cittadina francese, o tedesca o giamaicana. Io, però, nel mio piccolo, nel confronto con Giusi Bartolozzi, finisco per essere inaspettatamente fortunato. Per farla finita con la mia cittadinanza italiana, non mi è necessario andar via dall’Italia. Ci posso tranquillamente restare. Basta votare un partito diverso da Fratelli d’Italia (potrebbero andar bene anche Lega e Forza Italia, ma Fratelli d’Italia è decisamente più sicuro).

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