Riceviamo e pubblichiamo
La notizia dell’inaugurazione – avvenuta la scorsa settimana - del nuovo centro di medicina estetica in via XX settembre a Bergamo ha già fatto il giro dei social: selfie, taglio del nastro, il vicesindaco con la fascia tricolore… e tanta, tanta curiosità per i trattamenti offerti, dal ringiovanimento vaginale agli iniettivi e alla volumetria.
Ma c’è un dettaglio che pochi hanno notato: nella fotografia ufficiale, tra flash e sorrisi, spunta mons. Giulio Dellavite, con il clergyman impeccabile, che regge il nastro. Sì, proprio lui, che in mezzo a creme, filler e trattamenti intimi sembra quasi… una figura fuori luogo.
Per chi non lo conoscesse, mons. Dellavite non è certo “un parroco qualsiasi”: ordinato sacerdote nel 1996, con un dottorato in Diritto Canonico alla Pontificia Università Gregoriana, ha ricoperto incarichi di rilievo come Segretario Generale della Curia di Bergamo, addetto stampa e autore di alcuni libri. Una figura istituzionale e di spicco della nostra Chiesa, insomma.
E allora viene spontanea la domanda: cosa ci faceva un prelato in mezzo a un’inaugurazione dedicata a trattamenti di medicina estetica e ringiovanimento vaginale? È ormai diventata consuetudine assistere al matrimonio tra sacro e… filler?
Il contrasto è così evidente da far sorridere: il prelato, impeccabile, tra nastri, flash e trattamenti estetici, come se la sacralità potesse occasionalmente concedersi una pausa… cosmetica.