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Strada facendo

La Chiesa minoranza. I giovani

 

Diecimila cattolici si trovano, all'insegna della partecipazione e dell'unità. E' successo a Parigi , qualche giorno fa. I giovani protagonisti. Qualche domanda sui nostri giovani e sul loro non-ruolo

 

 

Leggo una notizia che viene dalla Francia. Tra l’8 e il 9 novembre scorso si è tenuta la decina edizione del “Congrès Mission”, nato per promuovere forme moderne di evangelizzazione. A l’Accor Arena di Parigi si sono così trovati 10.000 cattolici. L’evento è stato variamente commenetato. “Si dice spesso che la Chiesa di Francia è a fine corsa. E invece si percepisce un soffio nuovo attorno a questa gioventù che assume uno slancio missionario e una più grande visibilità”, ha detto un prete proveniente dalla diocesi di Pontoise.

Uno degli slogan che i giovani hanno fatto girare durante la manifestazione era: “Se sei fiero di essere cattolico, batti le mani”. L’evento è stato all’insegna dell’unità, del riconoscimento delle diverse sensibilità che abitano il mondo cattolico francese, per collocarsi lucidamente dentro l’insieme della società. Un sondaggio ha rivelato che dei giovani francesi tra i 18 e i 29 anni, i cattolici sono il 15 per cento, seguiti dai musulmani che sono il 13 per cento. I senza religione sono il 39 per cento e gli atei convinti il 28 per cento.

Anche perché minoranza, i cattolici che si sono riuniti all’Accor Arena hanno sentito fortemente il desiderio di vivere una specie di “catho pride”, cattolici anzitutto, prima di essere trazionalisti o innovatori. In effetti durante la veglia “i canti del pop-laouange si alternavano con il Tantum Ergo…”, riferiscono i testimoni (il Tantum Ergo è il canto in latino che si usava durante la benedizione eucaristica, soprattutto prima della riforma conciliare).

La notizia suscita qualche domanda, di ritorno, “per noi”. Mi sembra che da noi, a Bergamo, ma non solo, non si è più, da lungo tempo, maggioranza, ma non si è neppure riusciti ad acclimatarci all’idea di essere minoranza. Siamo a metà strada, tra la coscienza di quello che eravamo e la non coscienza di quello che saremo.

Il segno di questo stadio incerto è il non ruolo ecclesiale del mondo giovanile. I giovani, in buona parte – non del tutto, ma in buona parte – sono semplicemente assenti. Non hanno un ruolo significativo, soprattutto non hanno un ruolo attivo, dentro la Chiesa. Pochissimi giovani “vanno a messa”, ma ancora di meno danno il loro contributo su come andrebbe celebrata la messa e su cosa si dovrebbe fare prima e dopo la messa.

Nessuno ha deciso che sia così. Ma è così. E’ quasi come se fossimo ammalati di una malattia dalla quale non si guarisce, per il semplice motivo che non ci si è accorti di averla contratta.

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