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Un'immagine alla settimana - Rubrica a cura di Osvaldo Roncelli

Agnello mistico di Mastrovito. Ricerca di arte autenticamente cristiana

sagrada familia

L’ “Agnus Dei” per la “Sagrada Familia” di Barcellona è il quarto intervento di Andrea Mastrovito nell’ambito di spazi liturgici; il primo nel 2014 quando fu incaricato di comporre la monumentale pala per l’abside della chiesa del nuovo ospedale di Bergamo, poi a Bruxelles, Tortona; anche la bandana della misericordia per il Giubileo dei giovani voluta da papa Francesco.

 

 

In un contesto culturale dove da più di due secoli l’arte che illustri temi di fede cristiana langue in forme stantie, ripetitive, retoriche, raramente incisive sulle coscienze, Mastrovito si è impegnato in opere - oltre bellezza di forme, novità di materiali, suggestione di simboli - capaci di incuriosire, provocare, coinvolgere in pensieri e riflessioni.

Tre caratteristiche di artista

Andrea Mastrovito, artista, ha tre particolarità che caratterizzano fin dagli esordi le sue invenzioni e che, da arte apparentemente profana, ha travasato nelle opere liturgiche:

  • disegno per capire, conoscere, comunicare;
  • erudizione che trasforma in ispirazione;
  • materiali banali - intonaco, polvere, righelli penne biro, gomme, carta straccia, oggetti da discarica, polvere, pallonate, vetro… - trasfigurati in strumenti espressivi per fare arte.

 

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Tutto questo è presente nell’opera per la “Sagrada Familia” di Barcellona dove - non a caso - ha vinto il concorso per il coronamento del pinnacolo più alto della basilica, completamento fisico e simbolico del secolare cantiere di Antonio Gaudì.

Come pensato e previsto più di un secolo fa nel progetto originario dallo stesso Gaudì, Mastrovito ha realizzato l’Agnello Mistico; esattamente sospeso sopra l’altare maggiore, sarà fonte di luce per la città, a 172 metri di quota, dalla croce sommitale della Torre di Gesù da poco ultimata.

Da erudizione a ispirazione

Il progetto per realizzare l ’agnello comincia con la ricerca di luce.

Mastovito racconta. “…mi ha stimolato la lettura di “Il grande spettacolo del cielo” dell’astrofisico Marco Bersanelli… un capitolo parla proprio della Sagrada Familia… spiega come la geometria della Torre di Gesù sia basata sull’“iperboloide” - cilindro che ha subito una rotazione al centro, come un’ampolla o il camino di una centrale termica - fascio di rette che diffondono luce in modo dinamico… in coerenza con la teoria di formazione delle galassie, cioè dell’espansione dell’universo…”: dalle teorie astrofisiche al simbolismo cristiano.

 

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Disegno per capire, conoscere, comunicare

“…ho iniziato subito a disegnare un cilindro ritorto al centro, coerente alle forme di Gaudì, immaginato come un fascio di raggi dorati…”. Dal disegno matura la definitiva realizzazione: la figura dell’agnello sarà incastonata in raggi intrecciati a “iperboloide” lunghi tre metri; dai raggi, rivestiti in foglia d’oro con incise citazioni dell’Agnello tratte dal vangelo di Giovanni e dall’Apocalisse, emanerà luce a led simbolo di quella luce: “…che splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.” (Gv 1, 5)

Sarà, come nelle botteghe della grande arte, un lavoro di squadra: artista, fabbro, elettricista, orafo, teologo, scienziato, poi vetraio, si confrontano, mettono in comune competenze e, in sintesi di abilità, creano.

 

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Agnus Dei

Se la forma dell’agnello è nella tradizione della grande arte pittorica - Zurbaran, Grunewald, Lorenzo Lotto… - il materiale, nello stile Mastrovito, è rivoluzionario: la figura - poco più grande di un agnello vero - è composta da migliaia di schegge di vetro ricavate da materiali poveri e di recupero; alcune schegge sono rivestite di fosforo per brillare al buio di luce propria; anche gli occhi semichiusi sono dorati per riflettere luce. La base del collo è segnata da fessurazione rossa (oltre i simboli, potrebbe essere sangue di chi, assemblando le schegge, ha continuato a ferirsi). La testa è rivolta verso il basso, mentre la massa corporea ascende nella raggiera dell’iperboloide.

Vetro alleato della luce

Mastrovito sa bene che il vetro è un materiale “magico” che ha suscitato suggestioni in tutte le culture: fragilissimo, duro, impenetrabile a tutto; solo la luce riesce a trapassarlo. Nelle vetrate delle cattedrali medievali diventa simbolo della forza della salvezza che vince la durezza della materia; è immagine della verginità dell’Incarnazione, simbolo della forza dello Spirito oltre le barriere, evocazione di vita.

I rottami di vetro che compongono l’ “Agnus Dei” della Sagrada Familia sono schegge di vite frantumate dalle vicende di popoli, di persone piccole o di quelle che si sono ritenute “grandi”.

Frammenti di lotte e di sconfitte, riunite in un’immagine di mitezza, diventano luce.

Arte autenticamente cristiana?

Vista l’importanza del luogo, quanto Andrea Mastrovito sia riuscito in questa sua ultima opera a realizzare “arte cristiana” è questione centrale.

Oltre committenze prestigiose e clamori mediatici, lo stesso artista è coinvolto in prima persona, impegnato ancora una volta in laborioso, corale processo di ricerca per un lavoro d’arte che vuole essere “testimonianza personale” di riflessione, studio, sentimenti profondi.

La risposta a testimonianza personale è onere di ciascuno che guarda: l’ “Agnus Dei” in vetta alla torre rimane sofisticata, colta, bella decorazione, o  coinvolge in pensieri, provoca riflessioni che siano già meditazione?

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