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Don Pietro Garavelli, prete

Don Pietro Garavelli, bergamasco, prete, innamorato della Parola.
Alcuni amici hanno pubblicato una parte dei suoi scritti. Per scoprire un tesoro nascosto.
Pubblichiamo qui l'introduzione del libro che porta il titolo simbolico di "Amen"

Questo libro vuole essere l’occasione, nel terzo anno del suo Dies Natalis, per conoscere una piccola perla nascosta nel territorio bergamasco e nella chiesa di Bergamo. L’opera di un prete con la P maiuscola. Una persona che ha trascorso la sua vita in ascolto della Parola.

Tra "la Parola" e "gli altri"

Don Piero Garavelli nasce il 27 dicembre del 1941 a Cologno al Serio, un paese della bassa bergamasca. Vive in semnario gli anni del ‘68 e del post Concilio Vaticano Secondo. Si forma alla sorgente della Parola che diventerà il segno distintivo del suo essere prete e la sua ragione di vita. Soleva dire prima di iniziare ogni incontro di preghiera queste parole: «Che lo Spirito ci apra il cuore e la mente all’ascolto». L’ascolto della Parola da cui partiva per interrogarsi sulla vita e cercare di viverla alla luce del Vangelo.

L’altro elemento distintivo per capire la figura di don Piero è la centralità dell’incontro con il prossimo. Se l’incontro con Gesù Cristo era la fonte, l’incontro con l’altro ne era la naturale conseguenza. Un incontro non urlato, non di molti, non con una scenografia spettacolare ma vuota di significati. Un incontro delicato come racconta il primo libro dei Re: «Gli disse:

Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore”. Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna». (1 Re 19, 11-13)

Un incontro di pochi perché fosse possibile la confidenza; sedersi intorno a un’icona illuminata da una candela, alla Bibbia, all’incenso, ai doni della natura e guardarsi negli occhi. Un incontro in cui fosse possibile la meditazione e la condivisione. Meditare, svuotarsi, ascoltare il silenzio, incontrarsi nella propria interiorità, ascoltare il Mistero, gli altri, la Realtà. Pregare. Condividere la Parola e le parole, le esperienze, i vissuti, ma anche la tavola con il cibo.

Perché anche "gli altri" lo conoscano

Raramente mancava il momento in cui, dopo aver pregato, ci si incontrava ancora per far parlare il cibo e l’amicizia. Momenti di serena e libera condivisone, in cui lo stare insieme era pervaso da quel senso buono e bello che è la presenza del Cristo tra noi. Don Piero è stato un punto di riferimento non per un’infinità di uomini e donne, ma per quei pochi, come noi, che hanno avuto la fortuna di incontrarlo sulla loro strada. Vorremmo che questo tesoro non fosse solo un dono esclusivo per i pochi che l’hanno conosciuto, ma che possa essere patrimonio anche di altri.

Non sappiamo se don Piero sarebbe stato d’accordo, forse no, certamente avrebbe sorriso, ma noi lo vogliamo fare con gioia e semplicità. Perché anche altri scoprano la bellezza di questa perla, questo tesoro che è stato nascosto ai più come dice il Vangelo:

In quel tempo Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza”. (Mt 11,25-26)

Oltre che da un fraterno sentimento di gratitudine ci ha spinto a questo passo il suo aver vissuto pienamente la vocazione sacerdotale cattolica, secondo l’ordine di Melchisedek, un mediatore dell’Altissimo, non un intermediario del sacro appartenente a una casta esclusiva. Il mediatore non trattiene nulla per sè, a differenza dell’intermediario, si fa attraversare e fecondare dalla Parola dell’Assoluto, e la rende disponibile a tutti. Totalmente privo di potere in sé e di qualsiasi privilegio tra gli uomini sa riconoscere il sacro là dove la vita accade.

Un libro, gli scritti. Giorno per giorno

Don Piero ha scritto molto e con continuità, rigorosamente a mano, con la sua scrittura fine e ordinata. Ha scritto prevalentemente su agende che scandivano lo scorrere del tempo e su cui venivano riportate omelie, ritiri spirituali, approfondimenti biblici, riflessioni personali, appunti di viaggio, brani di lettere, brani di testi di altri autori, aforismi seguiti da brevi commenti personali, poesie, testi di riviste e quotidiani, brani di testi sacri di altre culture e religioni.

Abbiamo potuto ripercorrere, seppur in modo frammentario, quasi quarant’anni di questi scritti, dal 1982 al 2019. A distanza di anni molti testi si ritrovano emendati, corretti, riutilizzati, a volte trasformati. A testimonianza di una meditazione profonda e continua, una ruminatio della Parola che trasforma nel tempo lo sguardo sulla realtà, ma anche di una esperienza reale e concreta che contribuisce a dare spessore vitale alla Parola. Un’esperienza del tempo non solo cronologica e lineare, ma circolare e liturgica. Un rincorrersi costante dell’intreccio tra esistenza ed essenza, una concentrazione e un’attenzione piena di meraviglia e di misericordia.

Grazie ad alcune amiche ed amici, nel tempo, si sono trascritti alcune raccolte tematiche e alcuni diari di viaggio. Non è questa però la sede per entrare nel merito di questo lungo e denso percorso umano, spirituale e letterario. Ci auguriamo che nel tempo questa preziosa eredità non vada perduta ma sia curata e divulgata. Rappresenterebbe un grande dono, non solo per la Chiesa ma per i tanti mendicanti di senso che vivono questo nostro tempo dolorosamente nichilista.

Di fronte a questa quantità, qualità, multiformità di scritti, per provare a far assaporare lo spirito di don Piero e generare una prima, piccola porta di entrata alla sua vita e alla sua fede, abbiamo così scelto una via semplice: proporre al lettore un viaggio, lungo dodici mesi e trecentosessantacinque giorni. Un viaggio in cui sia possibile non solo incontrare e gustare alcuni dei temi e dei contenuti cari a don Piero, alcune sue esperienze, ma anche essere messi in cammino, provocati da una Parola che sempre crea Vita nuova.

Senza fretta

Sarebbe bello percorrere questo pellegrinaggio con un passo lento, fermandosi ogni tanto, gustandosi i particolari, con una Bibbia accanto per approfondirne i tanti riferimenti. Insomma sarebbe bello stare in compagnia di don Piero come lui avrebbe fatto, per non perdersi il mistero di una confidenza amichevole, porta privilegiata della fede.

Don Piero non andava di fretta. Incontreremo così lungo lo scorrere del tempo un testo esteso e completo introduttivo per ogni mese, di questo testo riportiamo anche data luogo e contesto di scrittura; a seguire brevi testi o frammenti di testi per ogni giorno del mese. Abbiamo cercato di intrecciare dodici grandi temi, simbolicamente espressi all’inizio di ogni mese con una frase biblica, intercalandoli a volte con ricorrenze liturgiche o con approfondimenti particolari.

Le scelte sono state certamente ispirate non solo dai contenuti ma anche dalla nostra personale conoscenza di don Piero. Non hanno quindi la pretesa di essere complete ed esaustive, non sarebbe stato comunque possibile in un piccolo volume introduttivo come questo.

Grazie a tutte le amiche e gli amici, in particolare ad Anna Cornolti, alle sorelle di don Piero, che hanno messo a disposizione i suoi scritti che conservavano, hanno arricchito il materiale che avevamo già a disposizione. Grazie a tutte le persone che ci hanno offerto suggerimenti e indicazioni, condividendo con noi questo piccolo gesto di gratitudine per un amico.

Buon viaggio dunque, e come avrebbe detto don Piero: «stì sö alégher».

Paolo Burini e Johnny Dotti

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