Nella basilica di Lourdes sono stati coperti dei mosaici.
Motivo: erano stati creati da Marko Rubnik, il gesuita colpevole di abusi sessuali.
Decisione ambigua
Leggo sul sito Rai News.
Lourdes. Sono state coperte le due porte d'ingresso della Basilica del Rosario, su cui compaiono i mosaici di Marko Rupnik, opera del sacerdote sloveno accusato di abusi sessuali e violenze fisiche nei confronti di alcune suore della Comunità Loyola tra gli anni ‘80 e la prima metà dei ’90.
(...) Due porte laterali sono state coperte con dei pannelli e "le due grandi porte centrali saranno coperte tra qualche giorno, prima dell'inizio della stagione dei pellegrinaggi a Lourdes", ha detto mons. Micas.
Questa la notizia. Mi sembra che il caso debba far riflettere, per diversi motivi.
Un'opera non diventa brutta perché è cattivo l'artista
Il primo e il più ovvio è quello che si potrebbe definire estetico. Che si potrebbe esprimere con una semplice, ingenua domanda. Quale è il motivo per cui vengono coperti i mosaici di Marko Rupnik?
Perché sono brutti? Se fosse questo il motivo, gli accusati diventerebbero inevitabilmente quelli che li hanno ordinati e pagati, in primis il vescovo che oggi li copre o un suo predecessore. Se sono brutti oggi, infatti, lo erano anche alcuni anni fa. Chi non se ne è accorto è stato colpevole allora e resta colpevole oggi.
Ma è altamente probabile che il motivo sia un altro: non la qualità dell’opera, ma la poca qualità morale di chi quelle opere le ha fatte, Marko Rupnik, appunto.
E’ il motivo più chiaro ma è anche quello meno chiaramente spiegabile. I peccati di un artista non rendono brutta la sua opera. Se questo, per assurdo, fosse il criterio allora si dovrebbero portar via da tutte le chiese le tele del Caravaggio perché era un omicida, non si dovrebbe guardare i capolavori del Cellini, non si dovrebbero leggere le poesie di Verlaine o quelle di Rimbaud… e lista potrebbe continuare, chissà quanto a lungo.
La facile "presa di distanza"
Questo ostracismo contro artisti colpevoli, a ben pensarci, si ritorce contro e finisce per accusare gli accusatori. La comunità cristiana non è senza peccato: non c’è bisogno di dimostrarlo. Il peso del peccato chiede di essere alleggerito. Il modo che tutta nostra cultura conosce molto bene è quello di trovare un capo d’accusa esemplare da scaricare su un peccatore sicuro.
E Marko Rupnik lo è per tanti motivi. Perché è stato un violentatore seriale e perché con le sue opere è particolarmente in vista. Per cui ostracizzare le sue opere è ostracizzare lui.
Con un meccanismo noto che si ritrova anche questa volta: un peccatore notorio permette a chi lo accusa di sentirsi un po’ meno peccatore di lui. Il fariseo che sonnecchia in fondo al suo animo si fa sentire: Grazie Signore che non sono come lui.
Ma non basta essere un po’ meno peccatori di qualcun altro per sentirsi santo e tanto meno per esserlo.