I suoi passi tracceranno il cammino

Perché ci manca don Sergio
Dicembre 9, 2023
“Grande Meraviglia” conclude il ciclo dei deboli
Dicembre 11, 2023
Per un itinerario di avvento. Contemplazioni. Seconda domenica di Avvento. Anselm Kiefer
Abbiamo chiesto al nostro collaboratore, il pittore Francesco Parimbelli, di offrirci alcuni spunti dall’arte in sintonia con temi, personaggi, immagini dell’Avvento

Le asprezze di Anselm Kiefer

Il lavoro dell’artista tedesco Anselm Kiefer, aspro e seducente, si caratterizza per il suo tentativo di costruire percorsi e letture tra passato e futuro, storia e spiritualità, vita e morte.

Repertorio e immaginario tanto più interessanti perché questo sguardo avviene frequentemente a partire dalle rovine, dai fallimenti, dai disastri dell’uomo e della sua storia. È stato detto che egli vuole “liberare le scintille di luce sepolte nella terra per farle ascendere verso l’oscuro del cielo”.

Numerosissime, tra le sue opere, troviamo immagini di strade, vie, sedimi ferroviari e tracciati, prospettive di percorsi interrotti o che si perdono all’orizzonte.

Tra questi lavori c’è la serie Märkischer Sand (Sabbia della Marca di Brandeburgo), nella quale l’artista rielabora proprie immagini fotografiche con l’uso della sabbia, sottolineando tracciati, percorsi, direzioni. I lavori raccolti su libri alla fine degli anni ’70, portano poi a lavori di grandissimo formato qualche anno dopo.

La sabbia sostituisce il colore, è il colore: della terra, del deserto, di ciò che resta, dell’essenziale da trovare…

Il Battista e il grido che risuona nel deserto

Questo artista aspro e difficile, ruvido e affascinante, ci ha richiamato la figura del Battista e del suo invito, proposti oggi dalla liturgia della Parola. Tra i molti temi offerti dalla Scrittura (inizio e nuova creazione, esodo, profezia…), sottolineiamo proprio quello del cammino, del sentiero da percorrere e preparare.

Tutto il mondo simbolico della fede cristiana mette al centro questa dimensione di esodo, pellegrinaggio e uscita, strada nella quale il viaggiatore è continuamente nutrito dalla meta: l’ospite sconosciuto che viene e ci abita.

Se questa dimensione profonda è oggi offuscata o assente, ancor più decisivo appare ascoltare il grido che risuona nel deserto: è una strada da preparare coltivando questa attesa e questo stupore, per aprire il viaggio e testimoniarne la bellezza, intravista e riconosciuta nei fratelli.

Qualcuno che ci indichi come può essere bello l’uomo

Soltanto se qualcuno ci mostra cos’è l’uomo, come può essere bello l’uomo, possiamo fidarci del viaggio e credere al cammino; altrimenti Dio non c’è, non torna, non torna più.

“Ascolterò cosa dice Dio… amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno… i suoi passi tracceranno il cammino…”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


The reCAPTCHA verification period has expired. Please reload the page.