Search on this blog

Un imprenditore racconta

 

Alberto Bellini. nostro collaboratore, è stato imprenditore. Ha lasciato la sua molto florida azienda ai figli. Da ex ricorda un momento particolare della sua vicenda. Gli aspetti umani dell'impresa...

 

 

Mi accorgo ora che è passato circa un anno dal mio ultimo articolo: riprendo solo ora la narrazione, per i quattro o cinque lettori che avranno la voglia e la pazienza di leggerlo.

Un giovane ventenne si presenta per essere assunto

Venne da me, intorno al 1980, un giovane di circa 20 anni, perito tintore, che stava lavorando in una tintoria tessile della Valle Seriana. Mi aveva conosciuto tramite un suo amico, un mio piccolo cliente, che gli aveva parlato di me. Avevo allora 34 anni.
“Perché è qui - chiesi -. Lei ha già un lavoro.”
“Voglio cambiare, per fare un’altra esperienza lavorativa”.
“Ma se poi non si trova bene, che cosa facciamo? Certamente io sarei ben lieto di assumerla come Agente di Commercio, ma se non riuscirà a sfondare dovrò licenziarla!”
“Pazienza, tornerò a fare quello che sto facendo adesso: la voglia di lavorare non mi manca”.
Mi convinsi e così cominciò l’esperienza lavorativa del signor B. In Bellini.

Il lavoro inizia. Ma il giovane vorrebbe andarsene

Andavamo insieme a visitare i clienti che già avevamo e quelli che volevamo acquisire. Spesso suonavamo i campanelli, altre volte prendevamo appuntamenti spulciando le Pagine Gialle, altre volte sfruttavamo le segnalazioni di altri clienti: nulla si lasciava cadere.
Durante una delle uscite in macchina, dopo circa un anno, feci a B. una raccomandazione di questo tipo:
“Lei sta lavorando bene: non ha ancora portato a casa nessun cliente, ma ha seminato bene. Non si lasci demoralizzare e vedrà che i frutti arriveranno. E’ successo anche a me. Guardi che fare questo lavoro è molto impegnativo: le capiterà, un giorno, di voler rinunciare. Allora lei si metta sul comodino un biglietto con scritto: ‘Non devi mollare’. Se ne ricordi”.
Successe un anno dopo, che il signor B. mi disse:
“Dottore, le devo dire una cosa.”
“Non me lo dica. So già cosa vuole dirmi: che vuole lasciare. No, non deve farlo, proprio adesso, abbia fiducia, lei è bravo, ha lavorato bene: i clienti verranno. Si ricordi quello che le avevo detto.”
Incredibilmente, dopo meno di una settimana, arrivò il primo ordine di un cliente, che ancor oggi è cliente della Bellini: siamo cresciuti insieme.

Il giovane è rimasto. E' lì da 40 anni

Il signor B., dopo oltre 40 anni, lavora tuttora in Bellini. E’ in procinto di andare in pensione tra un paio d’anni, ma vorrebbe continuare successivamente ancora per qualche anno come consulente esterno, per fare quello che ha sempre fatto e che gli piace fare: girare l’Italia per visitare i vecchi clienti e per acquisirne ancora di nuovi. E’ una cosa esaltante!
Provo una profonda gratitudine verso il sig. B., con il quale c’è sempre stato un sodalizio di rispetto, fiducia, disponibilità reciproca, collaborazione, ascolto.
Senza di lui la Bellini non sarebbe oggi quello che è.
Leggi anche:
Bellini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *