“…le cose nuove si comprendono meglio dalla periferia…”
(Dal saluto di Papa Leone ai Movimenti popolari il 24 ottobre 2025)

via Bronzetti (su un muro cieco affacciato al parcheggio di un supermercato)
Su grande muro, con sullo sfondo il profilo di alberi e cappelle del cimitero, è da pochi giorni dipinto un gigantesco serpente: sorride, striscia tra rovi e more e se li mangia; non genera paura: anzi diventa immagine amichevole della natura sempre fonte di vita che si rigenera oltre paure, turbamenti e pregiudizi.
Periferie, politiche culturali e artisti
Il primo festival di “street art” promosso dal Comune di Bergamo - per “costruire identità nei luoghi” - si è concluso settimane scorsa con l’inaugurazione di sette nuovi murales distribuiti in diversi quartieri ai margini del cento della Città. L’iniziativa è parte del programma dell’Amministrazione allo scopo di stimolare “cultura diffusa” nella prospettiva di “rammendare le periferie” offrendo stimoli, favorendo nuove relazioni, per trasformare muri anonimi in messaggi fatti di forme e colori.
I dipinti sono stati pensati e progettati in laboratori dove gli artisti di strada hanno incontrato studenti, ragazzi, bambini dei CRE, singoli cittadini e associazioni attive nello specifico quartiere.
Il mondo è il mio giardino

via Curie (quartiere 167)
Il murales realizzato in via Curie nel contesto del progetto M.UR.A - (MUSEO URBANO ARTE) “strumento di ascolto e dialogo con la cittadinanza per generare opere e messaggi che si radicano nel tessuto urbano” - rappresenta un parco pieno di persone in un assolato giorno di festa. Lontana evocazione di capolavori del post-impressionismo, il murales celebra il giardino, piccola parte del vasto mondo da curare.
Semi di futuro

Via Pinetti (Conca Fiorita)
Per la facciata della scuola Camozzi viene concordato tra artista e alunni un trittico ambientato nella risaia dove una capanna - risorsa condivisa, granaio di comunità - evoca la scuola; i semi di riso - portati, ricevuti e sparsi - sono gli alunni, “semi di futuro”.
“…dal letame nascono i fiori…”

Depuratore di Uniacque - Grumello del Piano
Sul nuovo depuratore delle acque reflue di Bergamo - luogo fondamentale per sostenibilità ambientale e per tutela di fiumi e laghi - una sequenza di coloratissime figure riassume il confronto tra artista e Cento Giovanile del quartiere in tema di arte contemporanea per la coscienza ambientale.
Dalle periferie per rifare l’antica “Urbs picta”
I nuovi murale si aggiungono a numerose opere di “street art” già presenti a Bergamo dove da qualche anno si è consolidata e diffusa l’arte di strada come arredo urbano e, soprattutto, strumento di solidarietà e coesione sociale.
“Pigmenti”
“Pigmenti” - promossa negli ultimi anni dalla Cooperativa Patronato San Vincenzo - è esempio virtuoso di iniziativa sociale; con “…arte pubblica riattiva il dialogo, cambia prospettive verso nuove visioni dissonanti: ritesse qualche filo in piccole e grandi comunità.”
Arte di strada contro la marginalità di chi per strada vive

Bergamo, angolo tra via Gavazzeni e via Conventino
Una rondine, uccello migratorio, simbolo di chi cerca “luoghi caldi e accoglienti”, occupa tutta la parete di facciata dell’edificio dipinta su dissonante fondo rosato. La rondine zampetta guardinga su un filo spinato reggendo in equilibrio due fagotti da dove spuntano brandelli di stracci; procede e guarda in alto sorridendo.
Il cancello a fianco del murales si apre per offrire accoglienza, orientamento, cure e informazioni ai migranti che arrivano in Città. Il grande dipinto murale racconta nel rosa, cangiante e sfumato, il destino di nuovi progetti di vita in precario equilibrio su reticolati di confini blindati.
La rondine è il segno che la primavera è arrivata.
Street art - arte di strada
Sempre meno fenomeno riconducibile a vandalismo, anche in Italia il fenomeno della street art, inizialmente relegabile ad una certa cultura underground, tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, è stata riconosciuto a tutti gli effetti “movimento artistico”.
Una sentenza della Corte di Cassazione nel 2016 ha prosciolto artisti di strada dal reato di imbrattamento.
Nei suoi recenti sviluppi, l’arte di strada si è sviluppata in direzione “partecipata” - arte ”organica”, vicino al popolo, come nel pensiero di Antonio Gramsci - per interpretare bisogni latenti, desideri e storie di luoghi, per dare anima di colore alla comune identità: chi passerà per la “sua” via potrà così riconoscere sui muri parte di sé.
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